Vitamina D: Quando assumerla e perché è importante

Quando il medico riscontra una carenza di vitamina D e prescrive un'integrazione, l'efficacia della terapia non dipende solo dal dosaggio, ma anche dalle modalità di assunzione. Spesso, infatti, dettagli cruciali su "come" e "quando" assumere l'integratore vengono trascurati, compromettendo l'assorbimento del principio attivo.
Questo articolo approfondisce le migliori pratiche per ottimizzare la terapia prescritta dal medico.
Il principio fondamentale: la liposolubilità
La caratteristica biochimica più importante della vitamina D è la sua liposolubilità. Ciò significa che questa vitamina non si scioglie in acqua, ma richiede la presenza di lipidi (grassi) per essere assorbita correttamente dall'intestino. Assumere la vitamina D a stomaco vuoto o con un semplice bicchiere d'acqua riduce drasticamente la sua biodisponibilità, rendendo la terapia meno efficace o addirittura inutile.
Indicazioni pratiche:
L'integratore deve essere sempre assunto durante un pasto che contenga una quota di grassi. Gli abbinamenti ideali includono:
- Olio extravergine d’oliva (ad esempio su pane o verdure).
- Frutta secca oleosa (noci, mandorle, semi di chia).
- Latticini interi o yogurt.
- Pesci grassi (salmone, sgombro) o uova.
- Avocado.
La scelta dell'orario: mattina o sera?
Sebbene l'assorbimento dipenda principalmente dalla presenza di cibo, l'orario di assunzione può influenzare il benessere generale e i ritmi biologici.
L'assunzione mattutina (Consigliata)
La maggior parte degli specialisti suggerisce di assumere la vitamina D a colazione o a pranzo. Vi sono due ragioni principali:
Ritmo circadiano: la produzione naturale di vitamina D è stimolata dalla luce solare. assumerla nella prima parte della giornata è fisiologicamente più coerente con i ritmi biologici dell'organismo. Qualità del sonno: esistono evidenze che suggeriscono una relazione inversa tra vitamina D e melatonina (l'ormone del sonno). L'assunzione serale, in soggetti sensibili, potrebbe interferire con l'addormentamento.
L'assunzione serale
Se la colazione è frugale (es. solo un caffè) o viene saltata, è preferibile spostare l'assunzione a cena, purché sia un pasto completo. Tuttavia, se si riscontrano disturbi del sonno dopo l'inizio della terapia, è opportuno anticipare l'assunzione al mattino o al pranzo.
Formati farmaceutici e gestione del dosaggio
La prescrizione medica varia in base alla gravità della carenza (es. dosi giornaliere, settimanali o mensili). È essenziale rispettare la tipologia indicata.
Gocce oleose: garantiscono un ottimo assorbimento. Possono essere assunte direttamente o su un boccone di pane. Compresse e capsule: richiedono tassativamente l'accompagnamento di cibo grasso nello stomaco per essere assimilate. Fiale a dosaggio elevato (boli): solitamente prescritte mensilmente o settimanalmente, contengono alte dosi (es. 25.000 o 50.000 UI). Data l'elevata concentrazione, è davvero importante assumerle dopo un pasto particolarmente ricco e sostanzioso per non disperdere il principio attivo.
Sinergie e interazioni
Per massimizzare i benefici ossei e cardiovascolari, specialmente in terapie a lungo termine, il medico potrebbe valutare l'abbinamento con la** vitamina** K2. Questa agisce in sinergia indirizzando il calcio verso il tessuto osseo e prevenendone la calcificazione nelle arterie.
Inoltre, è utile sapere che alcuni farmaci (come corticosteroidi, alcuni farmaci per la perdita di peso o per il colesterolo) possono ridurre l'assorbimento della vitamina D. In questi casi, è consigliabile distanziare l'assunzione di alcune ore.
Sintesi per una corretta assunzione
- Attenersi alla prescrizione: non modificare autonomamente il dosaggio indicato dal medico per evitare rischi di tossicità.
- Mai a digiuno: associare sempre l'integratore a un pasto contenente grassi sani.
- Preferenza diurna: assumere preferibilmente a colazione o pranzo per rispettare il ciclo sonno-veglia.
- Costanza: la regolarità è fondamentale per ripristinare i livelli sierici ottimali.
Per qualsiasi dubbio su interazioni con altri farmaci o effetti collaterali, i riferimenti primari restano sempre il proprio medico curante e il farmacista Si raccomanda inoltre di non intraprendere mai una cura di vitamina D senza aver informato il proprio medico.


