Alimentazione e benessere post parto: intervista esclusiva a Gloria Scarpa, "l'Ostetrica in Rosa"

L'ostetrica Gloria Scarpa risponde ai dubbi comuni sull'alimentazione dopo il parto: acido folico, nutrienti essenziali, calorie e consigli per un recupero sereno.
Dopo la nascita di un bambino, la mente di una neomamma è affollata da mille domande: “Cosa posso mangiare se allatto?”, “Il caffè è concesso?”, “Come faccio a recuperare le energie?”. Accanto ai controlli clinici di routine, oggi sappiamo che la nutrizione gioca un ruolo cruciale nel favorire il recupero fisico e il benessere psicologico della donna. Tuttavia, tra falsi miti e consigli non richiesti, è facile sentirsi confuse. Per fare chiarezza, abbiamo intervistato la Dottoressa Gloria Scarpa, ostetrica conosciuta come "Ostetrica in Rosa", che insieme al contributo di Naomi, "Nutrizionista in Rosa", ci guida nel mondo post parto.
L'importanza dell'integrazione: l'Acido Folico nel post parto
Dottoressa Scarpa, sappiamo che l’acido folico è essenziale prima e durante la gravidanza. Ha senso continuare l’integrazione anche dopo il parto, specialmente se si allatta?
Gloria Scarpa: Assolutamente sì. Spesso si pensa che l'acido folico serva solo a prevenire i difetti del tubo neurale in gravidanza, ma il suo ruolo non termina con il parto. Durante l’allattamento, il fabbisogno di folati della mamma aumenta perché una quota significativa viene trasferita al neonato attraverso il latte materno.
Inoltre, il corpo della neomamma è impegnato in complessi processi di recupero tissutale e riequilibrio metabolico, che richiedono un apporto costante di questa vitamina. Le principali linee guida internazionali, inclusa l’OMS, raccomandano di mantenere un buon apporto di folati dopo la nascita, sia per sostenere la salute materna, sia in previsione di una futura gravidanza ravvicinata.
Nutrienti "chiave" per il recupero e l'energia
Quali sono i nutrienti che non dovrebbero mai mancare nella dieta post parto per favorire il recupero e supportare la produzione di latte?
Gloria Scarpa: il post parto richiede una "cassetta degli attrezzi" nutrizionale specifica. Ecco i pilastri fondamentali:
Proteine: Fondamentali per il recupero dei tessuti e per sostenere la produzione di latte. Il fabbisogno aumenta di circa 21 grammi al giorno, necessari anche per sostenere i livelli energetici della mamma. Ferro: Essenziale, soprattutto se il parto è stato associato a perdite ematiche significative; contribuisce a ridurre stanchezza e affaticamento. Calcio e Vitamina D: Indispensabili per la salute ossea materna e per garantire il corretto apporto al neonato. Iodio: Fondamentale per la funzione tiroidea e per lo sviluppo neurologico del bambino. Omega-3 (DHA): Importanti per lo sviluppo cerebrale del neonato e per il benessere psicofisico della mamma. Vitamine del gruppo B e folati: Coinvolte nei processi energetici e nel corretto funzionamento del sistema nervoso. Un’alimentazione varia ed equilibrata rimane la base imprescindibile; l’integrazione va sempre valutata caso per caso, in base alla dieta e alle condizioni cliniche specifiche.
Tra recupero fisico e allattamento, come cambia davvero il fabbisogno energetico? Gloria Scarpa: Durante l’allattamento il fabbisogno energetico aumenta mediamente di circa 400–500 kcal al giorno. Questo incremento serve a sostenere la produzione di latte e non dovrebbe essere contrastato con diete restrittive, specialmente nei primi mesi dopo il parto.
Nel post partum l’obiettivo non deve essere “tornare subito al peso di prima”, ma permettere al corpo di recuperare gradualmente, rispettando i tempi fisiologici. Restrizioni caloriche eccessive possono influenzare negativamente l’energia, l’umore e, in alcuni casi, la stessa produzione di latte.
Quali scelte alimentari aiutano a coprire i nutrienti senza eccedere con le calorie? Gloria Scarpa: In allattamento la priorità non è “mangiare in modo perfetto”, ma garantire energia stabile e nutrienti senza cadere in eccessi, spesso dettati dalla fame da stanchezza. La regola pratica più efficace è puntare sulla “densità nutrizionale”: scegliere alimenti che, a parità di calorie, apportino più proteine, fibre, ferro, calcio, iodio, omega-3 e vitamine del gruppo B.
Ecco alcuni esempi strategici:
Proteine + Fibre (per sazietà e recupero): Legumi, yogurt greco o Skyr, uova, pesce, carni magre, tofu. Carboidrati integrali (per energia stabile): Avena, pane integrale, riso integrale o venere, patate abbinate a verdure. Grassi buoni (in porzioni controllate): Olio EVO a crudo, una manciata di frutta secca, semi di chia, lino o zucca. Verdure “a volume”: Da inserire a ogni pasto per aumentare sazietà e fibre. Attenzione però a non esagerare se si notano gonfiori, flatulenza o stipsi. Idratazione: L’acqua è fondamentale. l fabbisogno giornaliero consigliato è tra i 2.8 e i 3 litri al giorno, per supportare la produzione di latte, idratare i tessuti e ridurre il rischio di stipsi. Snack intelligenti: Meglio puntare su abbinamenti strategici come frutta e yogurt, pane integrale con hummus, o una banana con burro d’arachidi. Evitare restrizioni aggressive è fondamentale: possono peggiorare la fame serale e rendere più difficile la gestione dell'allattamento e della quotidianità.
Per disturbi frequenti come stanchezza, stipsi e fame “da stress”, quali strategie suggerisce? Gloria Scarpa: È molto utile distribuire l’alimentazione in pasti regolari durante la giornata, evitando lunghi digiuni che favoriscono una fame intensa e scelte meno equilibrate. Alcuni accorgimenti semplici possono fare la differenza nella quotidianità:


