Effetto Sanremo: perché cantare sul divano è una risorsa per la salute di corpo e mente

Durante le serate del Festival di Sanremo, o altre competizioni canore, mentre l’attenzione è rivolta a esibizioni, scenografie e commenti, nel corpo degli spettatori si attivano processi fisiologici tutt’altro che marginali. L’ascolto della musica e, in particolare, il canto attivo non rappresentano soltanto un intrattenimento, ma possono costituire un reale supporto al benessere psicofisico. Numerosi studi indicano infatti che la musica e il canto influenzano la regolazione dello stress, dell’umore e di alcune funzioni vitali. Di seguito vengono illustrati alcuni dei principali meccanismi coinvolti.
La chimica della ricompensa: dopamina e “brividi musicali”
Quando si ascolta un brano particolarmente gradito o emotivamente coinvolgente - una ballata, un brano orchestrale, un motivo ritmico - il cervello rilascia dopamina, neurotrasmettitore chiave nei circuiti della ricompensa e del piacere. Uno studio pubblicato su Nature Neuroscience (Salimpoor et al., 2011) ha dimostrato che i cosiddetti “brividi musicali” sono associati a un aumento significativo del rilascio di dopamina in specifiche aree cerebrali. Questo fenomeno è correlato a una riduzione della percezione di ansia, a una migliore regolazione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. In questo senso, le esibizioni dal vivo possono rappresentare una potente stimolazione sensoriale ed emotiva, con risvolti positivi sul tono dell’umore.
Il canto come esercizio respiratorio e regolatore dello stress
Il canto richiede una respirazione profonda e controllata, con coinvolgimento del diaframma e di numerosi distretti muscolari. Questa modalità respiratoria favorisce una migliore ossigenazione del sangue, con effetti benefici su circolazione e vigilanza mentale; stimola il nervo vago, elemento centrale del sistema nervoso parasimpatico, implicato nelle risposte di rilassamento; contribuisce alla riduzione dei livelli di cortisolo, principale ormone dello stress. Uno studio condotto presso l’Università di Francoforte e pubblicato sul Journal of Behavioral Medicine (Kreutz et al., 2004) ha evidenziato che una sessione di canto corale incrementa i livelli di immunoglobulina A salivare (un importante indicatore della risposta immunitaria mucosale) e riduce la concentrazione di cortisolo. Ciò suggerisce che il canto, anche in un contesto domestico come la visione del Festival, possa esercitare un’azione favorevole sia sullo stress sia sulle difese immunitarie.
Dimensione sociale: condivisione, ossitocina e benessere psicologico
Il Festival di Sanremo rappresenta un rito collettivo che coinvolge famiglie, gruppi di amici e comunità online. La condivisione di commenti, impressioni e pronostici, anche attraverso strumenti ludici come il FantaSanremo, contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza e la coesione sociale. La partecipazione a esperienze emotive condivise è associata all’aumento di ossitocina, ormone coinvolto nei legami affettivi, nella fiducia e nella percezione di sostegno sociale. Tali dinamiche risultano protettive nei confronti della solitudine percepita e possono avere effetti positivi sul benessere psicologico complessivo.
Musica e memoria: un allenamento per il cervello
La musica stimola diverse aree cerebrali, in particolare quelle legate alla memoria e all’attenzione, come ippocampo e corteccia prefrontale. Il riconoscimento dei brani del passato, l’apprendimento di nuovi testi e melodie e il confronto tra stili musicali differenti costituiscono un vero e proprio esercizio cognitivo. Memorizzare ritornelli, sequenze melodiche e informazioni sugli interpreti rappresenta un’attività che favorisce quelli che gli escienziati definiscono neuroplasticità, ossia la capacità del cervello di modificarsi e adattarsi nel tempo. Ciò può contribuire al mantenimento delle funzioni cognitive e alla sensazione soggettiva di “mente allenata”.
L’esperienza del Festival di Sanremo può essere considerata non solo un evento culturale e mediatico, ma anche un’occasione di cura di sé, se vissuta in modo consapevole: ascolto partecipe, canto attivo, condivisione con gli altri e attenzione alle proprie emozioni. In questa prospettiva, la “settimana della canzone italiana” si configura come un momento in cui musica, relazioni sociali e fisiologia si intrecciano, con potenziali benefici per la salute di corpo e mente.

