Cosa mangiare con la diarrea: come i cibi astringenti possono accelerare la guarigione

Affrontare la diarrea è un'esperienza certamente spiacevole che può lasciare chi ne è colpito debole, disidratato e a disagio. Sapere cosa mangiare quando si ha la diarrea è fondamentale per gestire i sintomi, bloccare le scariche e favorire un rapido recupero. Esploreremo anche quali sono i cibi cosiddetti astringenti e come agiscono sul nostro corpo.
Quali sono le cause della diarrea?
Prima di passare alla dieta, è utile comprendere l'origine del problema. La diarrea può essere scatenata da diversi fattori, tra cui:
Infezioni virali o batteriche: virus intestinali (come il norovirus) o intossicazioni alimentari sono i colpevoli più comuni. Irritano il tratto digestivo provocando feci frequenti e liquide. Intolleranze o allergie alimentari: l'intolleranza al lattosio o la sensibilità al glutine possono scatenare episodi diarroici quando il corpo fatica a digerire questi nutrienti. Farmaci: gli antibiotici, in particolare, possono alterare il microbiota intestinale, eliminando i batteri "buoni" e creando uno squilibrio che porta alla diarrea. Stress: l'ansia e lo stress elevato possono disturbare la digestione. La connessione intestino-cervello gioca un ruolo cruciale in questi casi. Condizioni croniche: disturbi come la sindrome dell'intestino irritabile (IBS), il morbo di Crohn o la colite ulcerosa causano diarrea ricorrente e richiedono una gestione medica specifica. Capire la causa scatenante può aiutare a scegliere la strategia migliore, ma in caso di dubbi è sempre importante consultare il proprio medico e il farmacista per l'assunzione di farmaci.
Cosa mangiare quando si ha la diarrea
Durante la fase acuta, l'obiettivo è consumare alimenti delicati, facili da digerire e capaci di compattare le feci. Ecco i migliori cibi consigliati:
1 La dieta BRAT: banane, riso, mela e pane tostato
La dieta BRAT è l'acronimo inglese di Bananas, Rice, Applesauce, Toast. È il gold standard per chi soffre di disturbi gastrointestinali. Le banane, ricche di potassio, aiutano a reintegrare gli elettroliti persi e contengono pectina, una fibra solubile che aiuta ad assorbire i liquidi nell'intestino. Il riso bianco (non integrale) è povero di fibre e aiuta a legare le feci, meglio se mangiato bollito e scondito, o con pochissimo olio a crudo. Le mele cotte sono più facili da digerire rispetto a quelle crude. Forniscono zuccheri naturali e pectina senza stressare lo stomaco. Infine, il pane bianco tostato o secco è facile da assimilare e aiuta ad assorbire i succhi gastrici in eccesso. Meglio evitare le versioni integrali in questa fase.
2. Brodi e zuppe
Mantenere l'idratazione è la priorità assoluta. Brodi di pollo o vegetali (senza soffritti) forniscono liquidi ed elettroliti come sodio e potassio, essenziali per non debilitarsi.
3. Patate bollite
Le patate lesse sono una fonte di carboidrati complessi che fornisce energia senza irritare. Sono anche ricche di potassio. Vanno, però, assolutamente evitati burro, latte o fritture, meglio consumarle al naturale o con un pizzico di sale.
4. Carote cotte
Le carote lessate o cotte al vapore sono ricche di vitamine e, una volta cotte, diventano molto digeribili. Hanno un'azione lenitiva sulle pareti intestinali.
5. Cracker semplici
I cracker salati o le fette biscottate sono alimenti "secchi" che aiutano a placare la nausea e forniscono un po' di sodio per bilanciare gli elettroliti.
6. Alimenti ricchi di probiotici
Una volta passata la fase più acuta, i probiotici aiutano a ripristinare la flora batterica. Lo yogurt bianco magro (senza zuccheri aggiunti) o il kefir sono ottime scelte, ad eccezione dei casi di intolleranza al lattosio.
7. Tisane
La camomilla, la menta piperita o lo zenzero possono ridurre i crampi addominali e la nausea. Sorseggiate calde (non bollenti) esercitano un effetto calmante.
Quali alimenti sono astringenti per la diarrea?
Gli alimenti astringenti sono quelli che contengono tannini o altre sostanze capaci di "asciugare" i tessuti, ridurre la secrezione di liquidi nell'intestino e quindi solidificare le feci. Di seguito alcuni alimenti che contengono queste sostanze astringenti:
Tè nero: ricco di tannini, ha una potente azione astringente e antinfiammatoria. Va bevuto con succo di limone (anch'esso astringente) e senza latte. Banane acerbe: a differenza di quelle molto mature, le banane leggermente acerbe (con la punta ancora verde) contengono più amido resistente e tannini, ottimi per solidificare le feci. Mirtilli: possibilmente essiccati o cotti in decotto. I loro antociani e tannini riducono l'infiammazione e la motilità intestinale. Melograno: sia il succo fresco che la pellicina bianca interna (che è amara ma ricca di tannini) sono potenti astringenti naturali. Cotogna: un frutto antico spesso consumato cotto o sotto forma di confettura (la cotognata). È uno dei rimedi della nonna più efficaci grazie all'alto contenuto di pectina.
Cibi da evitare assolutamente
Mentre cerchi di guarire, alcuni alimenti possono peggiorare drasticamente la situazione. Ecco cosa devi evitare:
Fibre insolubili: cereali integrali, verdure crude a foglia larga, bucce di frutta e legumi possono accelerare il transito intestinale. Latticini freschi: latte, formaggi grassi e panna possono essere difficili da digerire a causa del lattosio (lo yogurt è l'unica eccezione tollerata). Cibi fritti e grassi: rallentano lo svuotamento gastrico ma possono accelerare le contrazioni intestinali. Zuccheri e dolcificanti: dolci, bibite gassate e dolcificanti artificiali (come il sorbitolo o lo xilitolo) richiamano acqua nell'intestino, rendendo le feci ancora più liquide. Caffeina e alcol: irritano la mucosa intestinale e aumentano la disidratazione. Cibi piccanti: spezie come peperoncino e curry possono infiammare ulteriormente un intestino già provato.
Consigli per un recupero veloce
Oltre all'alimentazione, segui queste regole d'oro:
Idratazione costante: bevi a piccoli sorsi lungo tutto il giorno. Acqua, tè leggero o soluzioni reidratanti orali (acquistabili in farmacia) sono fondamentali. Pasti piccoli e frequenti: non sovraccaricare lo stomaco. Mangiare poco ogni 3-4 ore è meglio di fare due pasti abbondanti. Riposo: il corpo ha bisogno di energia per combattere l'infezione. Evita sforzi fisici. Reintroduzione graduale: quando ti senti meglio, ricomincia a mangiare normalmente passo dopo passo. Inizia con pasta in bianco o petto di pollo ai ferri prima di tornare a una dieta completa.
Quando questo non basta si può ricorrere anche a rimedi senza obbligo di ricetta: farmaci da banco a base di loperamide, racecadotril e diosmectite possono ridurre scariche e crampi se non ci sono febbre alta o sangue nelle feci; i prebiotici e i fermenti lattici sono utili per riequilibrare la flora intestinale,
Quando consultare un medico
La diarrea è spesso un disturbo passeggero, ma non va sottovalutata ed è importante sapere quando consultare il proprio medico di base. Vi sono, infatti, alcune condizioni che richiedono il consulto medico:
- Diarrea che persiste per più di 2-3 giorni.
- Dolori addominali o rettali intensi.
- Tracce di sangue o muco nelle feci.
- Segni di disidratazione grave (bocca secca, urine scure e scarse, vertigini).
- Febbre alta (superiore a 38,5°C).
Riassunto rapido Sì: banane, riso, mela cotta, pane tostato, patate lesse, carote cotte, tè nero, limone. No: fritti, dolci, alcol, caffè, latte, verdure crude, spezie. Parola d'ordine: idratazione e riposo.
Seguendo queste linee guida, è possibile supportare l' intestino nel processo di guarigione e tornare in forma il prima possibile.
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