Farmaci e guida: i rischi dei medicinali

Scopri come il nuovo Codice della strada regola l'assunzione di farmaci alla guida. Quali medicinali causano positività ai test, i rischi dei falsi positivi e come evitare sanzioni e ritiro della patente.
Posso guidare se assumo psicofarmaci? Rispondiamo a questa e a molte altre domande che riguardano i farmaci e la guida.
Le recenti riforme al Codice della strada hanno trasformato radicalmente il quadro giuridico riguardante la conduzione di veicoli sotto l'effetto di sostanze. Questo scenario rende fondamentale per ogni guidatore conoscere non solo le norme, ma anche gli effetti dei farmaci che assume quotidianamente.
Quali farmaci compromettono la guida?
Sono numerose le categorie farmacologiche che possono compromettere le capacità psicofisiche (che agiscono sul sistema nervoso centrale) necessarie per guidare in sicurezza. Non si tratta solo di sostanze psicotrope, ma di medicinali di uso comune che possono indurre sonnolenza, vertigini, visione offuscata, confusione mentale e rallentamento dei riflessi.
Le categorie a maggior rischio includono:
Benzodiazepine e ansiolitici: utilizzati per ansia e insonnia, riducono drasticamente l'attenzione e i tempi di reazione. Oppioidi: prescritti per il controllo del dolore severo, hanno un forte effetto sedativo. Antistaminici: specialmente quelli di prima generazione, impiegati contro le allergie, sono noti per provocare sonnolenza marcata. Antiepilettici e psicofarmaci: possono alterare la coordinazione motoria. Insulina e ipoglicemizzanti: il rischio qui è legato alle crisi ipoglicemiche che possono causare svenimenti o perdita di lucidità. Farmaci per l'ipertensione e colliri: possono causare vertigini o alterazioni transitorie della vista.
È importante sottolineare che la risposta ai farmaci è individuale: fattori come l'età, il peso, il metabolismo e l'assunzione concomitante di alcol possono amplificare questi effetti negativi.
Le procedure di controllo e la direttiva ministeriale
L'11 aprile 2025 è stata emanata una circolare congiunta del Ministero della Salute e quello dei Trasporti che chiarisce le procedure di controllo. Il protocollo operativo stabilisce che gli accertamenti su strada debbano iniziare prioritariamente con il prelievo di fluido orale (test salivare). Questa metodologia, meno invasiva, permette di rilevare la presenza recente di sostanze nell'organismo. La direttiva chiarisce un aspetto cruciale per i pazienti in cura, nel caso di soggetti in terapia con farmaci potenzialmente rilevabili allo screening (che potrebbero generare una positività), assumono valore determinante le indicazioni mediche ricevute. Il conducente è tenuto ad attenersi rigorosamente alle prescrizioni del curante riguardo l'idoneità alla guida. A tutela dell'automobilista,la circolare prevede esplicitamente la possibilità di esibire, già in fase di controllo, una certificazione medica o la prescrizione che attesti il trattamento farmacologico in corso. Documentare la necessità terapeutica è fondamentale per contestualizzare l'eventuale esito positivo, fornendo agli organi accertatori gli elementi necessari per distinguere l'assunzione lecita di un farmaco a scopo curativo dall'uso illecito di sostanze stupefacenti.
Come tutelarsi: buone pratiche e documentazione
Per guidare in sicurezza ed evitare problemi legali, è essenziale seguire alcune raccomandazioni, in linea con le direttive mediche:
Leggere il foglietto illustrativo (bugiardino): verificare sempre la presenza di avvertenze specifiche sulla guida o il simbolo del triangolo rosso con punto esclamativo (presente in alcune confezioni estere o segnalato nelle avvertenze). Dialogo con il medico: non sospendere mai arbitrariamente una terapia. Discutere con il proprio curante se i farmaci prescritti possono influenzare la guida e se esistono alternative meno sedative. Gestione dei tempi: se il farmaco provoca sonnolenza, valutare con il medico se è possibile assumerlo in orari lontani da quando ci si mette al volante. Documentazione a bordo: è fondamentale conservare sempre nel veicolo la prescrizione medica e certificazioni che attestino la necessità terapeutica dei farmaci assunti. In caso di controllo e di positività preliminare, questa documentazione è il primo passo per dimostrare la legittimità dell'assunzione e richiedere accertamenti di secondo livello più specifici (analisi del sangue) per escludere l'abuso di droghe illecite.
FAQ Domande Frequenti
I farmaci da banco sono sempre sicuri per chi guida?
Non necessariamente. Molti farmaci acquistabili senza ricetta (OTC), come gli antistaminici per le allergie, gli sciroppi per la tosse o i decongestionanti per il raffreddore, possono causare sonnolenza e riduzione della vigilanza. È essenziale consultare il farmacista prima di mettersi al volante.
Quanto bisogna aspettare per guidare dopo aver sospeso un farmaco?
La risposta dipende dall'"emivita" del principio attivo, ovvero il tempo che l'organismo impiega per smaltire la sostanza. Alcuni farmaci, come le benzodiazepine a lunga durata d'azione, possono lasciare tracce nel sangue e alterare i riflessi anche per giorni dopo l'ultima assunzione. I tempi di sicurezza devono essere stabiliti dal medico.
Se assumo farmaci cronici posso mantenere la patente?
Se la terapia è stabilizzata e non compromette la sicurezza stradale non sussistono problemi per la patente. Tuttavia, per alcune patologie e terapie specifiche, la valutazione dell'idoneità alla guida spetta alla Commissione medica locale, che può disporre rinnovi della patente ravvicinati o specifiche limitazioni temporali.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere medico o legale.


