Intervista all’atleta olimpionico Pietro Sighel: la velocità sul ghiaccio
Olimpiadi Milano Cortina 2026, intervista esclusiva a Pietro Sighel, atleta delle fiamme gialle con l'adrenalico Short Track.
Oggi abbiamo il piacere di ospitare nel Blog BENU Pietro Sighel, protagonista alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 come atleta delle Fiamme Gialle con la disciplina short track, una delle più spettacolari degli sport invernali su ghiaccio. Con le sue medaglie e la sua costante ricerca dell'eccellenza, Pietro incarna lo spirito di una disciplina che richiede non solo talento fisico, ma anche una straordinaria lucidità mentale.
L'inizio della Passione
Pietro, sicuramente da sempre hai respirato l’amore per il pattinaggio avendo diversi campioni in casa, ma come è nata la tua passione per lo short track? C'è stato un momento preciso in cui hai capito che questa, tra tutte le discipline, sarebbe stata la tua strada, nonostante le sue sfide fisiche e mentali?
Effettivamente sono cresciuto respirando l’aria dello sport ad alti livelli e ho sempre praticato tutte le varianti del pattinaggio, sia la pista lunga che la pista corta. La scelta di specializzarmi nello short track è nata inizialmente per una questione di risultati più immediati, ma anche per una valutazione strategica: iniziare con lo short track mi avrebbe permesso, un domani, di poter eventualmente tornare indietro e competere nella pista lunga. Al contrario, se fossi partito subito con la lunga, sarebbe stato molto difficile adattarsi alla tecnica della pista corta. È stata una scelta ponderata che poi è diventata la mia strada definitiva.
Il Percorso verso le Olimpiadi
Parliamo di preparazione olimpica: come si struttura il percorso di avvicinamento a un evento così cruciale? Quali sono le tappe fondamentali, dall'allenamento alla strategia mentale?
Il carico di lavoro è stato progressivo nel corso di questi quattro anni, cercando di alzare costantemente il livello. Quest'anno le tappe di Coppa del Mondo sono state fondamentali per qualificare i posti: il nostro obiettivo era ottenere il massimo numero di slot per poter portare più atleti possibile alle Olimpiadi. Una volta conclusa quella fase a fine novembre, abbiamo iniziato un blocco di sei mesi di preparazione specifica. Ora ci stiamo concentrando sulla ricarica fisica e sullo studio degli avversari, finalizzando ogni allenamento in ottica olimpica.
La quotidianità di un campione
Al di là delle gare, qual è la routine settimanale di un atleta di short track di alto livello? E qual è, a tuo parere, l'aspetto più gratificante e quello più faticoso di questa quotidianità?
La mia routine è molto intensa: mi alleno sei giorni su sette. Le mattine sono quasi sempre dedicate al ghiaccio, anche d’inverno. I pomeriggi si alternano tra palestra, preparazione atletica specifica o ulteriore lavoro su ghiaccio. Anche d'estate non ci fermiamo: pattiniamo quattro o cinque volte a settimana, integrando con bicicletta e preparazione “a secco”. È un regime rigoroso che deve diventare parte integrante della propria vita per poter competere a questi livelli. La mia routine è molto intensa: mi alleno sei giorni su sette. Le mattine sono quasi sempre dedicate al ghiaccio, anche d’inverno. I pomeriggi si alternano tra palestra, preparazione atletica specifica o ulteriore lavoro su ghiaccio. Anche d'estate non ci fermiamo: pattiniamo quattro o cinque volte a settimana, integrando con bicicletta e preparazione “a secco”. È un regime rigoroso che deve diventare parte integrante della propria vita per poter competere a questi livelli.
Lo Short Track: uno sport di squadra o individuale?
Lo short track è spesso percepito come sport individuale, ma le gare a squadre e le staffette sono un un’altra faccia di questo sport che regala grandi emozioni. Come bilanci l'allenamento individuale con l'importanza della squadra?
In gara sei da solo, è vero, ma in allenamento la squadra è imprescindibile. Non puoi raggiungere certi vertici allenandoti in solitaria: hai bisogno di un gruppo forte che ti spinga a migliorare. Se il livello del gruppo si alza, si alza anche il tuo. Inoltre, lo short track non è una corsa contro il tempo, ma contro gli avversari: è uno sport di contatto, fatto di adrenalina e strategia, dove si passa attraverso turni eliminatori (batterie, quarti, semifinali) sempre più difficili.
Un Consiglio per il futuro
Data la tua esperienza, consiglieresti lo short track ai più giovani che si avvicinano al mondo dello sport? Quali valori o benefici unici può offrire loro questa disciplina, che magari non si trovano altrove?
Assolutamente sì, lo consiglierei perché è uno sport vario, adrenalinico e mai noioso, e soprattutto è una grande scuola di vita. Essendo uno sport di contatto e soggetto a giudizi arbitrali, impari il rispetto delle regole e degli altri. Impari ad accettare che a volte le cose non vadano come vorresti, magari per una decisione che ritieni ingiusta o per una sconfitta bruciante. Ti insegna a stare al gioco e a gestire le difficoltà.
L’alimentazione dell'atleta
L'alimentazione è fondamentale per gli sportivi. Qual è il tuo approccio alla dieta e c'è un alimento o un 'piccolo vizio' a cui proprio non riesci a rinunciare, magari come gratificazione post-gara?
Seguo una scheda alimentare precisa e ho notato che fa una differenza enorme, non solo nella prestazione ma soprattutto nel recupero. Mangiare bene ti permette di allenarti meglio il giorno dopo. Tuttavia, l'aspetto mentale è altrettanto importante, quindi mi concedo sempre uno "sgarro", ad esempio la pizza una volta alla settimana. Essendo originario del Trentino, apprezzo molto i piatti della tradizione, come i canederli, gli spezzatini.
Gestire l'Adrenalina e la pressione
Il momento pre-gara, soprattutto in contesti come le Olimpiadi o i Mondiali, è carico di emozioni. Come gestisci lo stress, la pressione delle aspettative e l'adrenalina prima di scendere sul ghiaccio?
Con il tempo ti abitui, la gestione emotiva diventa parte del lavoro. Le Olimpiadi sono un caso a parte perché rappresentano il lavoro di quattro anni in una singola occasione, quindi la pressione è inevitabilmente maggiore. Il mio metodo per gestirla è concentrarmi esclusivamente su me stesso, tralasciando tutto ciò che è "contorno". Se riesci a entrare in gara con quella serenità interiore, ignorando il rumore esterno, puoi affrontare qualsiasi evento.
Il Farmacista come alleato
Dato l'impegno fisico estremo e la frequenza con cui anche piccoli fastidi o infortuni possono presentarsi nell'ambito sportivo, ti è mai capitato di rivolgerti al farmacista per un consiglio, un integratore o un supporto per la gestione di qualche piccolo problema fisico o per il recupero?
Fortunatamente non ho avuto molti piccoli infortuni, ma il farmacista è un alleato fondamentale per la mia routine di integrazione. Frequento regolarmente la farmacia per acquistare quei supplementi che completano la mia dieta, come Vitamina C e Ferro, Omega 3, e d'inverno la Vitamina D per il supporto immunitario, ma mi capita di rivolgermi anche per i piccoli malanni di stagione.
"Grazie mille, Pietro, in bocca al lupo, auguriamo il meglio per i tuoi prossimi obiettivi sportivi e personali."



