📢Fino al 31/3, con 70€ di parafarmaco, Carta EXTRA ti regala un buono da 10€. Scopri le condizioni

Categorie
Giochi, accessori e sicurezza
Accessori e sicurezza
Giochi
Vedi tutti
Alimenti per Intolleranze e Allergie
Alimenti aproteici
Alimenti per celiaci
Vedi tutti
Bilance pesapersone
Adulti
Neonati
Vedi tutti
Programma Fedeltà
Logo BENU Farma
Categorie
Giochi, accessori e sicurezza
Accessori e sicurezza
Giochi
Vedi tutti
Alimenti per Intolleranze e Allergie
Alimenti aproteici
Alimenti per celiaci
Vedi tutti
Bilance pesapersone
Adulti
Neonati
Vedi tutti
Programma Fedeltà
Minuti
| 24/02/2026 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Salute e Benessere

Biancospino (Crataegus spp.): benefici, rischi ed uso consapevole

Biancospino (Crataegus spp.): benefici, rischi ed uso consapevole
Condividi articolo

Il biancospino (soprattutto Crataegus monogyna e C. laevigata) è una pianta tradizionalmente utilizzata in fitoterapia, in particolare per la salute cardiovascolare. Le parti impiegate sono bacche, foglie e fiori; negli studi clinici sono stati usati soprattutto estratti standardizzati di foglie e fiori, talvolta associati ai frutti.

Di seguito una sintesi dei principali benefici documentati, dei possibili effetti collaterali e delle modalità d’uso più comuni, sulla base delle evidenze disponibili.

Cos’è il biancospino e cosa contiene

Il biancospino appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è diffuso in Europa, Asia e Nord America. I suoi principali costituenti bioattivi sono:

Flavonoidi (iperoside, vitexina, rutina): con attività antiossidante e vasoprotettiva. Oligomeri procianidinici: ritenuti tra i principali responsabili degli effetti cardiovascolari. Acidi triterpenici (es. acido ursolico, oleanolico): con attività antinfiammatoria e vascolare. Tracce di vitamina C e altri composti fenolici.

La maggior parte dei preparati utilizzati in studi clinici è costituita da estratti standardizzati in flavonoidi e/o procianidine.

Benefici del biancospino: cosa suggeriscono gli studi

Supporto alla funzione cardiaca (insufficienza cardiaca lieve)

Il campo meglio studiato è l’insufficienza cardiaca cronica lieve, alcuni studi hanno mostrato, infatti, che estratti standardizzati di biancospino, usati in aggiunta alla terapia convenzionale, possono migliorare la tolleranza allo sforzo, ridurre sintomi come dispnea, affaticabilità e palpitazioni e migliorare alcuni parametri emodinamici. Non vi sono prove solide di una riduzione della mortalità, ma il profilo di sicurezza, alle dosi studiate, è risultato generalmente buono. Tuttavia, biancospino non sostituisce la terapia prescritta per scompenso cardiaco, ma può solo, ed eventualmente, essere valutato come coadiuvante sotto stretto controllo medico.

Pressione arteriosa e circolazione

Alcuni studi clinici di piccole dimensioni indicano che il biancospino può esercitare un moderato effetto ipotensivo, verosimilmente tramite lieve vasodilatazione periferica, indurre miglioramento della funzione endoteliale ed esercitare azione antiossidante sui vasi sanguigni. In uno studio su persone con diabete di tipo 2 in terapia farmacologica, un estratto di biancospino ha determinato una riduzione modesta ma significativa della pressione diastolica rispetto al placebo. L’effetto appare tuttavia lieve e i dati non sono sufficienti per raccomandarne l’uso come trattamento primario dell’ipertensione.

Ansia lieve, palpitazioni funzionali e sonno

Il biancospino è tradizionalmente impiegato per le palpitazioni a cuore strutturalmente sano (palpitazioni “funzionali”, ansia lieve associata a sintomi cardiocircolatori e difficoltà di addormentamento. Alcuni preparati combinati (biancospino associato ad altre piante sedative, come valeriana o passiflora) hanno mostrato un moderato effetto ansiolitico e sedativo in piccoli studi clinici. L’evidenza per il biancospino da solo è più limitata, si può parlare di un possibile effetto calmante lieve, ma non di un trattamento di prima scelta per disturbi d’ansia o insonnia.

Effetti collaterali e controindicazioni

Il biancospino è generalmente ben tollerato alle dosi impiegate negli studi, ma non è privo di rischi.

Possibili effetti indesiderati

  • Disturbi gastrointestinali lievi (nausea, dolori addominali).
  • Cefalea, vertigini, stanchezza.
  • Raramente: palpitazioni o sensazione di pressione toracica.
  • Di solito sono effetti di modesta entità e transitori, ma in caso di disturbi cardiaci noti devono sempre essere riferiti al medico.

Interazioni farmacologiche

È necessaria particolare cautela in caso di contemporaneo uso di:

  • glicosidi digitalici (es. digossina);
  • antiaritmici;
  • beta-bloccanti e altri antipertensivi;
  • vasodilatatori;
  • anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici.
  • Il biancospino può potenziare l’effetto ipotensivo o inotropo di alcuni farmaci, con rischio teorico di ipotensione, bradicardia o alterazioni del ritmo.

L’associazione va sempre valutata dal medico.

Controindicazioni principali

Gravidanza e allattamento: mancano dati di sicurezza adeguati; se ne sconsiglia l’uso. Età pediatrica: uso solo se espressamente indicato dal pediatra. Cardiopatie gravi, aritmie significative, angina instabile, recente infarto: il biancospino non deve essere usato come automedicazione e qualunque impiego va valutato dallo specialista. Pressione molto bassa o episodi di sincope: rischio di peggioramento dell’ipotensione.

In caso di intervento chirurgico programmato, è prudente sospendere gli estratti di biancospino alcuni giorni prima, informando l’anestesista.

Modalità d’uso e forme disponibili

Il biancospino è reperibile in diverse forme:

  • Tisane (foglie, fiori, talvolta bacche): uso tradizionale, con contenuto di principi attivi meno standardizzato.
  • Estratti secchi in capsule/compresse: spesso titolati in flavonoidi o procianidine; sono le forme più utilizzate negli studi clinici.
  • Estratti idroalcolici (tinture): consentono un dosaggio flessibile, ma richiedono attenzione alla quantità di alcol e alla standardizzazione.
  • Polveri o bacche essiccate: uso più alimentare/tradizionale, con variabilità nel contenuto di attivi.

Per un impiego a scopo terapeutico è preferibile un estratto standardizzato e l’indicazione di quale parte della pianta è stata utilizzata (foglie e fiori, solo bacche, miscela) il titolo in flavonoidi e/o procianidine e con un produttore affidabile, con eventuali controlli di qualità (test di purezza, certificazioni). Non è opportuno definire dosaggi “universali”: la dose dipende dal tipo di estratto, dalla condizione da trattare e dalle terapie concomitanti, e va sempre discussa con il medico o con un professionista esperto in fitoterapia.

Il biancospino è una pianta ben documentata soprattutto come coadiuvante nella gestione dell’insufficienza cardiaca lieve e, in misura minore, nella regolazione della pressione arteriosa e nel trattamento di palpitazioni funzionali e ansia lieve. Il suo profilo di sicurezza è generalmente favorevole, ma esistono potenziali interazioni con farmaci cardiovascolari e rischi in presenza di patologie cardiache serie.

L’uso del biancospino dovrebbe essere sempre concordato con il medico, soprattutto in soggetti che assumono farmaci o presentano malattie cardiovascolari.

Fonti:

Pittler MH, Schmidt K, Ernst E. Hawthorn extract for treating chronic heart failure: a meta-analysis of randomized trials. Am J Med. 2003. Tauchert M. Efficacy and safety of Crataegus extract WS 1442 in congestive heart failure. Review of clinical studies. Eur J Heart Fail. 2002. Walker AF et al. Hypotensive effects of hawthorn in patients with type 2 diabetes: a randomized controlled trial. Br J Gen Pract. 2006. ESCOP Monographs. Crataegi folium cum flore (Hawthorn leaf with flower). European Scientific Cooperative on Phytotherapy.

R6MF8776.jpg

Dott.ssa Claudia Brattini

(643 articoli)
All'esperienza di Farmacista ha affiancato quella della divulgazione scientifica nell'ambito della salute, approfondendo tematiche legate alla specializzazione in nutrizione e chimica degli alimenti. E' Giornalista e ha svolto un master di Comunicazione della Salute & Digital Marketing Sanitario, Giornalismo e Data Journalism.
Condividi articolo