Difterite: sintomi, rischi e vaccinazione

La difterite è una malattia infettiva batterica oggi rara in Italia grazie alla vaccinazione, ma non completamente scomparsa. Può interessare soprattutto le vie respiratorie e, in alcuni casi, provocare complicanze anche gravi a causa della tossina prodotta dal batterio.
Le segnalazioni di casi anche in Italia, tra cui quelle riportate a Palermo, hanno riportato l'attenzione su questa infezione e sull'importanza della prevenzione vaccinale. In questo articolo vediamo cos'è la difterite, quali sono i sintomi, come si trasmette, quali complicanze può provocare e come prevenirla, facendo riferimento alle informazioni dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Cos’è la difterite?
La difterite è una malattia infettiva acuta causata principalmente da ceppi tossigenici di Corynebacterium diphtheriae.
Come spiega Epicentro dell'Istituto Superiore di Sanità , anche altre specie, come Corynebacterium ulcerans e più raramente Corynebacterium pseudotuberculosis, possono produrre la tossina responsabile della malattia.
È proprio la tossina difterica a rappresentare uno degli aspetti più pericolosi dell'infezione: può infatti diffondersi nell'organismo e danneggiare tessuti e organi.
Come si trasmette la difterite?
Una delle domande più frequenti riguarda il contagio della difterite. La trasmissione di Corynebacterium diphtheriae avviene principalmente attraverso il contatto con una persona infetta e le sue secrezioni respiratorie.
- Goccioline respiratorie: possono essere emesse parlando, tossendo o starnutendo.
- Contatto diretto: il contagio può verificarsi attraverso il contatto con lesioni cutanee infette.
- Oggetti contaminati: rappresentano una modalità di trasmissione meno frequente.
Il periodo di incubazione della difterite è generalmente di pochi giorni, spesso compreso tra 2 e 5 giorni.
Difterite: quali sono i sintomi?
I sintomi della difterite dipendono dalla sede dell'infezione. Nella forma respiratoria vengono interessate soprattutto la gola e le alte vie respiratorie.
I possibili sintomi e segni clinici comprendono:
- mal di gola;
- febbre, spesso non elevata;
- malessere generale e debolezza;
- difficoltà a deglutire;
- ingrossamento dei linfonodi del collo;
- comparsa di caratteristiche pseudomembrane nella gola.
Poiché le manifestazioni iniziali possono essere simili a quelle di altre infezioni respiratorie, la diagnosi deve essere effettuata da un medico.
Pseudomembrane nella difterite: cosa sono?
Uno dei segni caratteristici della difterite respiratoria è la formazione di pseudomembrane grigiastre e aderenti, che possono comparire sulle tonsille e nella faringe.
Nei casi più importanti, l'estensione delle pseudomembrane e il gonfiore dei tessuti possono ostacolare le vie respiratorie e rendere difficoltosa la respirazione.
Che cos’è il “collo taurino” nella difterite?
Nelle forme severe può comparire un importante gonfiore del collo provocato dall'edema dei tessuti e dall'ingrossamento dei linfonodi cervicali. Questa manifestazione viene tradizionalmente definita “collo taurino”.
Quali sono le complicanze della difterite?
Le complicanze della difterite sono legate soprattutto all'azione della tossina batterica. La malattia, quindi, non deve essere considerata esclusivamente un'infezione localizzata alla gola.
Tra le possibili complicanze si possono verificare:
- miocardite e complicanze cardiache, comprese alterazioni del ritmo cardiaco;
- complicanze neurologiche, con possibili neuropatie e paralisi;
- problemi respiratori legati all'ostruzione delle vie aeree;
- altre complicanze sistemiche nei casi più gravi.
Difterite in Italia: perché se ne parla ancora?
La difterite in Italia è diventata rara grazie alla vaccinazione, ma la malattia non è stata eradicata a livello mondiale.
La presenza di singoli casi non equivale necessariamente alla presenza di un'epidemia. La loro individuazione è però importante per la sorveglianza epidemiologica e per consentire alle autorità sanitarie di identificare e monitorare eventuali contatti.
Come si cura la difterite?
La difterite richiede una valutazione medica tempestiva. In caso di sospetto clinico, la gestione è di competenza sanitaria e può comprendere specifici trattamenti e misure per limitare la trasmissione.
Il trattamento può prevedere l'impiego dell'antitossina difterica, finalizzata a neutralizzare la tossina non ancora legata ai tessuti, e di antibiotici appropriati per eliminare il batterio.
Le autorità sanitarie possono inoltre identificare i contatti stretti della persona infetta, verificarne lo stato vaccinale e stabilire le eventuali misure di profilassi e sorveglianza.
Come prevenire la difterite?
La vaccinazione è il principale strumento di prevenzione della difterite. Il vaccino utilizza il tossoide difterico, cioè la tossina opportunamente inattivata in modo da stimolare una risposta immunitaria senza provocare la malattia.
Vaccino contro la difterite nei bambini
In Italia la vaccinazione contro la difterite rientra nelle vaccinazioni previste durante l'infanzia ed è generalmente somministrata attraverso vaccini combinati. Dopo il ciclo primario sono previsti successivi richiami secondo il calendario vaccinale.
Richiamo del vaccino contro la difterite negli adulti
La protezione immunitaria può diminuire con il trascorrere degli anni. Per questo sono previsti richiami vaccinali anche in età adulta, generalmente attraverso formulazioni combinate contro difterite, tetano e pertosse (dTpa), secondo le indicazioni del calendario vaccinale vigente.
Chi non conosce il proprio stato vaccinale o non ricorda quando ha effettuato l'ultimo richiamo può rivolgersi al proprio medico, alla ASL o al centro vaccinale competente.
Domande frequenti sulla difterite
La difterite esiste ancora?
Sì. Grazie alle vaccinazioni la difterite è diventata rara in Italia, ma non è stata eradicata a livello mondiale e continuano a essere segnalati casi in diversi Paesi.
La difterite è contagiosa?
Sì. Corynebacterium diphtheriae può trasmettersi principalmente attraverso le secrezioni respiratorie di una persona infetta e mediante contatto diretto.
Quali sono i primi sintomi della difterite?
Nella forma respiratoria possono comparire mal di gola, malessere, febbre e difficoltà nella deglutizione. La presenza di pseudomembrane nella gola rappresenta un segno caratteristico, ma la diagnosi deve essere effettuata da personale sanitario.
Il vaccino contro la difterite protegge per tutta la vita?
La protezione può diminuire nel tempo. Per questo il calendario vaccinale prevede richiami periodici anche durante l'età adulta.
Difterite e prevenzione: cosa ricordare
La drastica riduzione dei casi di difterite osservata in Italia è strettamente collegata alla diffusione della vaccinazione. La malattia è oggi rara nel nostro Paese, ma rara non significa scomparsa.
Mantenere adeguate coperture vaccinali, effettuare i richiami previsti e garantire una tempestiva valutazione dei casi sospetti restano elementi fondamentali per limitare il rischio di diffusione della malattia.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Epicentro: Difterite
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Avvertenza: le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. In presenza di sintomi sospetti o di una possibile esposizione alla difterite è necessario rivolgersi ai servizi sanitari.


