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4 Minuti
| 11/05/2026 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Salute e Benessere

Esame delle urine e urinocoltura: guida a differenze, preparazione, raccolta e risultati

Esame delle urine e urinocoltura: guida a differenze, preparazione, raccolta e risultati
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L'analisi delle urine rappresenta uno degli strumenti diagnostici più antichi, comuni e fondamentali a disposizione della medicina. Attraverso l'osservazione di questo fluido biologico è possibile ottenere informazioni preziose non solo sulla funzionalità dell'apparato urinario (reni, vescica, vie urinarie), ma anche sullo stato di salute generale dell'organismo. Spesso, i termini "esame delle urine" e "urinocoltura" vengono confusi dai pazienti, ma indicano due indagini cliniche distinte, con finalità e metodiche differenti.

Le differenze: esame delle urine e urinocoltura

Per comprendere a fondo l'utilità di questi test, è fondamentale distinguerne gli obiettivi.

L'Esame completo delle urine (Chimico-fisico e microscopico)

È un esame di routine, spesso prescritto come screening generale o in fase pre-operatoria. Si divide in tre fasi:

  • Esame fisico: valuta il colore, l'aspetto (limpido o torbido), l'odore e il peso specifico (densità) dell'urina.
  • Esame chimico: tramite apposite strisce reattive, rileva la presenza e la concentrazione di sostanze che, in condizioni normali, dovrebbero essere assenti o presenti in tracce minime (come glucosio, proteine, bilirubina, corpi chetonici, sangue, nitriti e leucociti). Valuta inoltre il pH urinario.
  • Esame microscopico del sedimento: il campione viene centrifugato per analizzare al microscopio la parte solida. Ricerca la presenza di globuli rossi, globuli bianchi (leucociti), cellule epiteliali, cristalli o cilindri.

L'Urinocoltura (Esame microbiologico)

L'urinocoltura è un esame specifico volto a individuare la presenza di microrganismi patogeni (batteri o, più raramente, funghi) responsabili di infezioni delle vie urinarie (come cistiti o pielonefriti). A differenza dell'esame standard, il campione viene "seminato" su appositi terreni di coltura in laboratorio. Se si sviluppano colonie batteriche, l'urinocoltura risulta positiva. In tal caso, il test viene sempre seguito da un antibiogramma, un esame che testa la sensibilità del batterio isolato ai vari antibiotici, fornendo al medico l'indicazione esatta sul farmaco più efficace per eradicare l'infezione.

La preparazione agli esami

Per evitare alterazioni del campione che potrebbero falsare i risultati, è necessario seguire alcune semplici regole preparatorie:

Farmaci e dieta: segnalare sempre al medico l'assunzione di terapie farmacologiche (in particolare antibiotici, che possono negativizzare una coltura batterica pur in presenza di infezione) e di integratori. Alcuni alimenti (come barbabietole o more) possono alterare il colore delle urine. Idratazione: mantenere un'idratazione normale. È sconsigliato bere quantità eccessive di acqua immediatamente prima dell'esame per "sforzare" la minzione, poiché ciò diluirebbe eccessivamente il campione, alterandone il peso specifico e la concentrazione chimica. Ciclo mestruale: è raccomandabile evitare l'esame durante il flusso mestruale, per impedire la contaminazione del campione con emazie (sangue), che comporterebbe un falso positivo nell'esame chimico-fisico.

Le regole per una corretta raccolta del campione

La fase di raccolta è il momento più critico: un campione contaminato dall'esterno rende i risultati inattendibili, rendendo necessaria la ripetizione del test. La tecnica standard di riferimento è quella del "mitto intermedio".

Ecco i passaggi da seguire rigorosamente:

  • Procurarsi un contenitore sterile: acquistabile in farmacia o fornito dal laboratorio. Il contenitore va aperto solo al momento dell'uso, evitando di toccarne i bordi o l'interno.
  • Il momento giusto: salvo diverse indicazioni mediche, il campione ideale è la prima urina del mattino, poiché è la più concentrata ed è rimasta nella vescica per diverse ore.
  • Igiene intima: lavare accuratamente le mani e procedere a una scrupolosa detersione dei genitali esterni con acqua e sapone neutro. Risciacquare abbondantemente per rimuovere ogni traccia di detergente.
  • La tecnica del mitto intermedio: iniziare a urinare nel water (scartando il primo getto). Questa fase serve a "lavare" l'ultimo tratto dell'uretra dalla flora batterica normalmente presente.
  • Senza interrompere la minzione, posizionare il contenitore sterile e raccogliere il getto intermedio (sono sufficienti poche decine di millilitri). Terminare la minzione nel water.
  • Conservazione e consegna: il contenitore va chiuso ermeticamente e consegnato al laboratorio di analisi nel minor tempo possibile (idealmente entro 2 ore). Qualora ciò non fosse possibile, il campione può essere conservato in frigorifero (a 4°C) per un massimo di 12-24 ore, senza subirne alterazioni significative.

L'interpretazione dei risultati

La lettura del referto deve essere sempre contestualizzata dal medico in base all'anamnesi e ai sintomi clinici del paziente. Tuttavia, ecco alcune indicazioni generali:

Nel referto dell'esame chimico-fisico:

  • La presenza di glucosio (glicosuria) può essere un campanello d'allarme per il diabete mellito.
  • Una concentrazione elevata di proteine (proteinuria) può indicare una sofferenza o un danno a livello renale.
  • La presenza di leucociti e nitriti (sostanze prodotte dal metabolismo batterico) suggerisce fortemente un'infezione delle vie urinarie.
  • La presenza di sangue (ematuria), se confermata dal sedimento, necessita di approfondimenti urologici o nefrologici.

Nel referto dell'Urinocoltura:

  • Esito Negativo: assenza di sviluppo batterico; non vi è infezione in corso.
  • Esito Positivo: viene indicata la specie batterica isolata (es. Escherichia coli, responsabile della maggior parte delle cistiti) e la Carica Batterica, espressa in UFC (Unità Formanti Colonia). Generalmente, valori superiori a 100.000 UFC/ml indicano un'infezione clinicamente rilevante. A seguire, si troverà la tabella dell'antibiogramma, che classifica gli antibiotici in "Sensibili" (S), "Resistenti" (R) o "Intermedi" (I) rispetto a quel preciso ceppo batterico.

La prescrizione e l'interpretazione degli esami di laboratorio rappresentano un atto medico. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità puramente divulgative e non sostituiscono il parere del medico curante o dello specialista.

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Dott.ssa Claudia Brattini

(690 articoli)
Farmacista specializzata in chimica degli alimenti e laureata in Scienze della Nutrizione con indirizzo nutraceutico, ha affiancato all'attività professionale la divulgazione scientifica nell'ambito della salute. È giornalista e ha completato un master in comunicazione della salute & digital marketing sanitario, giornalismo e data journalism.
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