Il morbillo torna a crescere in Italia, con un incremento dei casi segnalati pari a +46%. Il fenomeno riguarda in modo particolare la popolazione adulta e i dati hanno spinto il Ministero della Salute ad emanare una specifica circolare e a promuovere campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie ad alto rischio. Di seguito cause, rischi e misure di prevenzione raccomandate.
Perché il morbillo colpisce oggi soprattutto gli adulti
- Lacune storiche di immunizzazione: per anni le coperture non hanno raggiunto la soglia del 95% a due dosi. Alcuni gruppi di popolazione nati tra fine anni ’70 e primi anni 2000 presentano vaccinazioni incomplete o una sola dose.
- Una dose non basta: la protezione ottimale si ottiene con due dosi di MPR, che garantiscono immunità di lunga durata nella grande maggioranza dei vaccinati.
- Ritardi e interruzioni post‑pandemia: durante la pandemia si sono osservati rinvii delle vaccinazioni di routine e minori recuperi (catch‑up), con aumento della suscettibilità in più fasce d’età.
- Esposizioni in contesti adulti: focolai in ambienti di lavoro, università, ospedali e durante viaggi internazionali favoriscono la trasmissione tra adulti non completamente immuni.
- Non è soprattutto un problema di decadimento dell’immunità: per chi ha ricevuto due dosi documentate, la protezione è di lunga durata; i casi in adulti dipendono più spesso da mancata o incompleta vaccinazione.
Cos’è il morbillo e quanto è contagioso
Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa causata dal virus del morbillo (Paramyxoviridae). Le complicanze possono essere anche estremamente gravi, soprattutto nei lattanti e adulti e immunodepressi, includono infatti polmonite, otite, diarrea severa ed encefalite.- Agente: virus del morbillo (Paramyxoviridae).
- Trasmissione: aerea, tramite goccioline respiratorie e aerosol; il virus può restare sospeso nell’aria per ore in ambienti chiusi.
- Contagiosità: altissima (R0 ~12–18); fino a 9 persone su 10 tra i suscettibili si infettano dopo un’esposizione.
- Periodo di contagio: da circa 4 giorni prima a 4 giorni dopo l’inizio dell’esantema.
- Sintomi: febbre elevata, tosse, rinite, congiuntivite, macchie di Koplik, seguite da esantema maculo‑papuloso.
- Complicanze (più frequenti e gravi in adulti, lattanti e immunodepressi): polmonite, otite media, diarrea severa, encefalite; in rari casi panencefalite subacuta sclerosante (SSPE). Negli adulti sono più probabili ricovero e complicanze respiratorie.
Coperture vaccinali in Italia e soglia del 95%
I dati evidenziano una crescita dei contagi rispetto all’anno precedente, una concentrazione in specifiche fasce d’età adulte e aree geografiche e un impatto rilevante dello stato vaccinale sull’incidenza della malattia. La fascia più colpita nel 2026 risulta quella compresa tra 15 e 39 anni, con 345 casi, seguita dai 40-64enni con 124 casi e dagli 0-4 anni con 98 casi. Anche i ricoveri salgono, la cui quota è passata dal 49,5% nel 2024 al 56,3% nel 2025 e al 57,8% nel 2026.- Soglia di immunità di popolazione: per interrompere la circolazione del virus servono coperture ≥95% con due dosi di MPR. La copertura nazionale per la seconda dose MPR a 6 anni è pari all’84,45%; Bolzano, Sicilia e Campania si collocano sotto il 75%.
- Situazione italiana: coperture storicamente eterogenee tra Regioni, migliorate dopo il rafforzamento dell’obbligo vaccinale (2017), ma permangono gruppi con bassa copertura vaccinale e pertanto suscettibili. Quando il virus entra in questi gruppi, si sviluppano focolai che coinvolgono anche adulti.
Cosa fare: verificare e completare la protezione
- Chi è protetto
- Documentazione di due dosi di MPR: considerata protezione di lunga durata, non sono previsti richiami di routine.
- Pregresso morbillo documentato: in genere immunità permanente.
- Chi dovrebbe vaccinarsi (salvo controindicazioni)
- Chi non ha documentazione vaccinale o ha ricevuto una sola dose.
- Operatori sanitari, personale scolastico, studenti universitari, viaggiatori internazionali, conviventi di persone fragili.
- Schema per adulti non immuni
- 2 dosi di MPR a distanza minima di 28 giorni.
- Un test sierologico IgG può essere considerato se necessario, ma non è obbligatorio: in assenza di documentazione, la vaccinazione di recupero è la via più semplice.
- Controindicazioni principali
- Gravidanza, immunodeficienze gravi, allergia anafilattica a componenti del vaccino. In questi casi contattare medico/ASL per indicazioni personalizzate.
- Esposizione recente a un caso di morbillo
- Vaccino MPR entro 72 ore dall’esposizione può ridurre il rischio di malattia.
- Immunoglobuline entro 6 giorni per persone non vaccinabili ad alto rischio (ad esempio immunocompromessi, donne in gravidanza, lattanti).
Come recuperare il certificato vaccinale
Per verificare lo stato vaccinale (ad esempio per MPR) o ottenere un attestato ufficiale, sono disponibili diverse opzioni. Le procedure possono variare da Regione a Regione.
- Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) / Portale regionale
- Accesso con SPID, CIE o CNS al FSE della propria Regione.
- Sezione “Vaccinazioni”, “Anagrafe vaccinale” o simili: è possibile visualizzare le dosi ricevute e scaricare il certificato/attestato vaccinale in PDF.
- Per i minorenni: accesso tramite delega genitore/tutore (profilo del minore abilitato nel FSE).
- Nota: i nomi delle sezioni e i documenti disponibili possono differire tra Regioni.
- ASL / Centro vaccinazioni (Ufficio Igiene)
- Richiesta di duplicato del libretto vaccinale o attestato vaccinale presso lo sportello, via e‑mail o PEC dell’ASL di residenza.
- Documenti utili: documento d’identità e codice fiscale dell’interessato; per minori, anche documento del genitore/tutore e modulo di delega ove previsto; eventuale vecchio libretto o certificazioni precedenti.
- Tempi: da pochi giorni a qualche settimana in base al carico dell’ufficio.
- Medico di Medicina Generale (MMG) o Pediatra di Libera Scelta (PLS)
- Può avere registrazioni storiche e rilasciare un riepilogo o indirizzare alla ASL per l’attestato ufficiale e la rettifica dell’Anagrafe vaccinale, se necessario.
- Vaccinazioni effettuate in un’altra Regione o all’estero
- Presentare alla ASL documentazione ufficiale (con timbro, data e tipo di vaccino). Per attestazioni estere può essere richiesta traduzione asseverata.
- La ASL procede alla registrazione nell’Anagrafe Vaccinale Regionale per rendere disponibile il certificato nel FSE.
- Dati mancanti o non reperibili
- In assenza di documentazione, la via più semplice è la vaccinazione di recupero (catch‑up) secondo calendario; è sicura anche in chi fosse già immunizzato.
- In alternativa, il medico può valutare un test sierologico IgG per verificare l’immunità, se clinicamente opportuno.
- Correzione di errori (rettifiche)
- Eventuali incongruenze (date, dosi, anagrafiche) si correggono tramite richiesta di rettifica all’ASL, allegando prove (certificati, libretti, referti).
- Privacy e sicurezza
- Il certificato vaccinale è un dato sanitario: può essere rilasciato solo all’interessato, al genitore/tutore del minore o a un delegato con idonea documentazione.
- Evitare l’invio di dati personali su canali non ufficiali.
- Domanda ricorrente
- Il Green Pass/Digital COVID Certificate non sostituisce il certificato vaccinale generale: riguarda solo le vaccinazioni/test COVID‑19. Per MPR e altre vaccinazioni occorre il certificato dall’Anagrafe vaccinale/FSE o dalla ASL.
Domande frequenti
Perché oggi si ammalano più adulti che bambini?
Perché alcune coorti adulte hanno ricevuto una sola dose o non sono mai state vaccinate, e perché i focolai nascono dove la copertura è sotto il 95%.
Serve un richiamo se sono state fatte due dosi?
Non è previsto un richiamo di routine: due dosi conferiscono protezione di lunga durata nella grande maggioranza dei casi.
È possibile vaccinarsi se non si ricorda lo stato vaccinale?
Sì. In assenza di documentazione, si può effettuare un ciclo di recupero MPR. Il vaccino è ben tollerato anche in soggetti già immuni.
Il vaccino MPR causa morbillo?
No. È un vaccino a virus vivo attenuato: può dare febbricola ed esantema lieve, ma non la malattia da virus selvaggio.
Il vaccino è sicuro in gravidanza?
No, è controindicato. La vaccinazione va pianificata prima della gravidanza o nel post‑partum. In caso di esposizione, valutare le immunoglobuline con il medico.
Gli operatori sanitari dovrebbero controllare l’immunità?
Sì. È raccomandata immunità documentata (due dosi o sierologia IgG positiva) data l’alta esposizione e il rischio di trasmissione nosocomiale.



