Richiamo di vitello tonnato, tacchino e lonza: che cos’è la listeria e come proteggersi

Allerta listeria: richiamo per vitello tonnato, tacchino e lonza. Scopri i lotti coinvolti, che cos'è la listeriosi e le regole pratiche per proteggerti.
Un richiamo alimentare per possibile presenza di Listeria monocytogenes ha interessato prodotti a base di vitello, tacchino e maiale dell’azienda A.M.M.53 Srl di Spresiano, in provincia di Treviso. Secondo la notizia datata 19 ottobre 2026, i provvedimenti riguardano 59 lotti e sono stati pubblicati sul portale del Ministero della Salute.
Il richiamo è una misura precauzionale: la dicitura «possibile presenza» non significa che ogni confezione sia contaminata. Chi possiede uno dei prodotti interessati, però, non deve consumarlo e può restituirlo al punto vendita oppure eliminarlo.
Quali prodotti sono coinvolti
I richiami riportati nella notizia riguardano i seguenti prodotti, identificati per marchio e intervallo delle date di scadenza:
- Vitello tonnato A.M.M.53 pasticceria-gastronomia, nelle confezioni da 180 e 300 grammi: tutti i lotti con scadenza dal 16 ottobre al 7 novembre.
- Lonza di maiale A.M.M.53 pasticceria-gastronomia: tutti i lotti con scadenza dal 19 ottobre al 1° novembre.
- Arrosto di tacchino ai funghi A.M.M.53 pasticceria-gastronomia: tutti i lotti con scadenza dal 17 ottobre al 7 novembre.
- Tacchino al forno A.M.M.53 pasticceria-gastronomia: tutti i lotti con scadenza dal 17 ottobre al 7 novembre.
- Tacchino arrosto al limone “Portami via” da 170 grammi, commercializzato da Eurospin Italia: tutti i lotti con scadenza dal 18 ottobre al 3 novembre.
- Vitello tonnato “Portami via” da 180 grammi, commercializzato da Eurospin Italia: tutti i lotti con scadenza dal 17 ottobre al 2 novembre.
Per controllare una confezione è importante confrontare nome del prodotto, marchio e data di scadenza con l’avviso di richiamo ufficiale, consultabile sul portale del Ministero della Salute.
Che cos’è la listeria
Listeria monocytogenes è un batterio che può contaminare gli alimenti e causare una malattia chiamata listeriosi. Una sua caratteristica è la capacità di sopravvivere e moltiplicarsi anche alle temperature del frigorifero: refrigerare un alimento contaminato, quindi, non basta a renderlo sicuro.
Il rischio riguarda in particolare gli alimenti pronti da mangiare, che vengono consumati senza un’ulteriore cottura. La contaminazione può avvenire durante la produzione o la lavorazione, ma anche per contatto con superfici, utensili o altri alimenti contaminati.
Come si contrae e quali sono i sintomi
La listeriosi si contrae principalmente mangiando alimenti contaminati. I sintomi possono includere febbre, dolori muscolari, nausea e diarrea. Nei casi più gravi l’infezione può diventare invasiva e provocare, per esempio, sepsi o meningite.
Le persone più vulnerabili sono le donne in gravidanza, i neonati, gli anziani e chi ha un sistema immunitario indebolito. In gravidanza i sintomi nella madre possono essere lievi, ma l’infezione può comportare conseguenze serie per il feto.
I disturbi non compaiono necessariamente subito dopo il consumo: il tempo di incubazione è variabile e, nelle forme invasive, può arrivare a diverse settimane. Se hai mangiato un prodotto richiamato e sviluppi febbre o altri sintomi, contatta un medico, segnalando quale alimento hai consumato e quando. In gravidanza o in presenza di fragilità, è opportuno chiedere un parere sanitario anche in caso di dubbi sui sintomi.
Come ridurre il rischio in cucina
- Controlla gli avvisi di richiamo e non consumare i prodotti coinvolti, anche se hanno aspetto e odore normali.
- Conserva gli alimenti alle temperature indicate in etichetta e mantieni il frigorifero a una temperatura non superiore a 4 °C.
- Tieni separati gli alimenti crudi da quelli pronti al consumo.
- Lava mani, utensili e superfici dopo aver manipolato alimenti crudi o confezioni potenzialmente contaminate.
- Rispetta le date di scadenza e le istruzioni di conservazione: il freddo rallenta molti microrganismi, ma non elimina la listeria.
- Cuoci accuratamente gli alimenti che richiedono cottura. Non tentare però di “recuperare” con il riscaldamento un prodotto oggetto di richiamo: segui le indicazioni dell’avviso e non consumarlo.
Nota informativa: questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce le indicazioni delle autorità sanitarie o il parere del medico. Per verificare l’esatta identificazione dei prodotti interessati, fai riferimento agli avvisi di richiamo ufficiali.

