Alimentazione in gravidanza: intervista all'Ostetrica
L'Ostetrica in Rosa, Gloria Scarpa, risponde ai dubbi più comuni sull'alimentazione in gravidanza.
Durante i nove mesi di attesa, il corpo della donna compie un lavoro straordinario. Accanto ai controlli di routine, oggi sappiamo che l’alimentazione ha un ruolo fondamentale nel favorire il benessere di mamma e bambino. Allo stesso tempo, però, le future mamme sono spesso sommerse da falsi miti, informazioni contrastanti e divieti che possono generare confusione e ansia.
Per fare chiarezza su cosa portare davvero in tavola in gravidanza, abbiamo intervistato la dottoressa Gloria Scarpa, ostetrica, che ci aiuterà a capire come nutrirsi in modo sereno, equilibrato e sicuro.
L’acido folico è un nutriente fondamentale in gravidanza, quando è consigliabile iniziare ad assumerlo e per quanto tempo andrebbe proseguita l’integrazione?
"L’acido folico è davvero prezioso già prima del concepimento, perché la chiusura del tubo neurale avviene nelle primissime settimane di gravidanza, spesso quando una donna non sa ancora di essere incinta. Per questo, le linee guida raccomandano nelle donne a basso rischio un’integrazione di 400 microgrammi al giorno, da iniziare almeno 1/3 mesi prima della gravidanza e da proseguire almeno per tutto il primo trimestre. L’OMS sottolinea che andrebbe iniziato il prima possibile, idealmente già nel periodo preconcezionale!"
Gloria, spesso si sente dire che in gravidanza bisogna “mangiare per due”. Può aiutarci a sfatare questo mito e spiegare quale tipo di alimentazione è ideale per mantenere il giusto equilibrio tra fabbisogno energetico e nutrienti?
"No, in gravidanza non bisogna “mangiare per due”, ma piuttosto nutrirsi bene per due. Le indicazioni internazionali parlano di una dieta varia, equilibrata e ricca di nutrienti, non di un raddoppio delle quantità.L’OMS ricorda che una gravidanza sana si sostiene con un’alimentazione che apporti energia, proteine, vitamine e minerali attraverso cibi diversi: verdura, frutta, legumi, cereali, frutta secca, latticini pastorizzati, carne, pesce e altre fonti proteiche sicure in generale, il fabbisogno energetico aumenta solo in modo moderato, soprattutto dal secondo trimestre, quindi il focus non è “mangiare di più”, ma mangiare meglio, scegliendo alimenti ad alta qualità nutrizionale."
Parliamo di sicurezza alimentare, in particolare di toxoplasmosi: quali sono i cibi che sarebbe meglio evitare in gravidanza e quali accorgimenti consiglia per lavare correttamente frutta e verdura?
"Per ridurre il rischio di toxoplasmosi e di altre infezioni alimentari in gravidanza, è importante evitare carne cruda o poco cotta, insaccati o salumi crudi se non ben cotti, frutti di mare crudi, latte non pastorizzato e, in particolare, latte di capra non pastorizzato. Anche frutta e verdura vanno sempre trattate con molta cura. Le raccomandazioni CDC indicano di sciacquare accuratamente frutta e verdura sotto acqua corrente prima di consumarle o cucinarle; quando possibile, possono anche essere sbucciate. È importante inoltre lavare bene mani, coltelli, taglieri, superfici e utensili dopo il contatto con carne cruda o con vegetali non lavati, così da evitare contaminazioni crociate.Quindi no, non è consigliato utilizzare il bicarbonato. Non ha nessun’attività contro questi microrganismi."
Quali sono i nutrienti chiave che non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione di una donna in gravidanza?
"In gravidanza, più che “mangiare di più”, è importante nutrirsi con qualità, perché alcuni nutrienti hanno un ruolo particolarmente importante per la salute della mamma e per lo sviluppo del bambino. Tra quelli da non trascurare ci sono sicuramente acido folico, ferro, calcio, vitamina D, omega-3, vitamine del gruppo B. A questi si aggiunge una particolare attenzione anche allo iodio, che nelle raccomandazioni internazionali è considerato molto rilevante in gravidanza. ACOG include questi nutrienti tra i principali da curare nell’alimentazione della donna in attesa, mentre l’OMS sottolinea in modo particolare l’importanza di ferro e folati e raccomanda in gravidanza una supplementazione quotidiana con 30–60 mg di ferro e 400 microgrammi di acido folico, da iniziare il prima possibile. In pratica, l’obiettivo è costruire un’alimentazione varia ed equilibrata, ricca di cibi nutrienti, valutando poi con il professionista di riferimento se alcune integrazioni vadano personalizzate."
Molte donne soffrono di nausea, soprattutto nel primo trimestre, come si può modulare l’alimentazione per gestirla al meglio?
La nausea in gravidanza è molto comune, soprattutto all’inizio, e spesso aiuta adottare piccoli accorgimenti semplici e delicati. Le indicazioni NICE suggeriscono di preferire piccoli pasti frequenti, evitando di restare a digiuno troppo a lungo, e di orientarsi su alimenti semplici e asciutti, come ad esempio cracker o biscotti secchi, soprattutto se la nausea è più forte al mattino. Può essere utile anche evitare gli stimoli che peggiorano i sintomi, come odori intensi, caldo eccessivo o ambienti poco arieggiati. In molte donne funziona meglio mangiare poco ma più spesso, scegliendo cibi più tollerati e bevendo a piccoli sorsi nel corso della giornata. A tutte le donne che soffrono di nausea consiglio un percorso nutrizionale con un professionista che può aiutare tantissimo!
Per quanto riguarda il consumo di caffè e altre bevande contenenti caffeina, qual è il limite giornaliero che suggerisce di non superare in gravidanza?
"In gravidanza si raccomanda di non superare i 200 mg di caffeina al giorno. Questo vale non solo per il caffè, ma anche per tè, cola, energy drink, cioccolato e altre bevande che possono contenerla. Le linee guida ricordano che quantità elevate di caffeina sono associate a esiti sfavorevoli, tra cui basso peso alla nascita e, in alcune fonti, un aumento del rischio di aborto spontaneo. Quindi non serve eliminare tutto necessariamente, ma è importante fare attenzione alla somma totale giornaliera."
Quali sono i principali rischi legati al consumo di alcol in gravidanza, anche in piccole quantità?
"Il messaggio delle linee guida è molto chiaro e molto semplice: in gravidanza l’alcol va evitato completamente. Non è stata definita una quantità sicura, e l’esposizione prenatale all’alcol può interferire con lo sviluppo del bambino, aumentando il rischio di danni fetali e disturbi dello spettro feto-alcolico. Proprio perché non esiste una soglia considerata sicura, la raccomandazione è di non assumere alcol né durante la ricerca di gravidanza né durante tutta la gestazione. È un’informazione importante, ma che può essere data con grande serenità: non per spaventare, ma per proteggere al meglio mamma e bambino."


