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8 Minuti
| 05/11/2026 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Salute e Benessere

Blackout o allagamento: cosa fare con i farmaci in frigorifero e le confezioni bagnate

Blackout o allagamento: cosa fare con i farmaci in frigorifero e le confezioni bagnate
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Immagine a scopo puramente informativo. Per un parere medico o una diagnosi, rivolgiti a un professionista.
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Blackout o allagamento: cosa fare per conservare correttamente i farmaci, in frigorifero e non. Guida pratica con le indicazioni da seguire.

Un'interruzione di corrente o un allagamento possono mettere a rischio la corretta conservazione dei medicinali. Il dubbio riguarda soprattutto i farmaci che devono stare in frigorifero, ma anche quelli conservati a temperatura ambiente e le confezioni raggiunte dall'acqua. Non esiste una regola valida per tutti i prodotti, ma contano il medicinale, la temperatura raggiunta, la durata dell'esposizione e l'integrità della confezione. In caso di incertezza, la scelta più sicura è chiedere indicazioni al farmacista o al medico prima di usare il medicinale.

In breve: cosa fare

  • Durante un blackout: è opportuno tenere chiuso il frigorifero e annotare la durata dell'interruzione e le temperature, se è possibile misurarle.
  • Non esiste un limite di ore valido per tutti i farmaci: occorre consultare il foglio illustrativo e chiedere consiglio a un professionista.
  • Non congelare i medicinali e non appoggiarli direttamente su ghiaccio o ghiaccioli.
  • Caldo estivo: anche i farmaci conservati a temperatura ambiente possono risentire di temperature elevate.
  • Acqua di alluvione: se ha raggiunto il medicinale o la confezione primaria, il prodotto non va usato. Se si è bagnata solo la scatola esterna, il prodotto non va usato finché non è stato valutato da un farmacista.
  • Terapia urgente: non va sospesa né modificata autonomamente. È necessario contattare subito il medico o il farmacista.

Farmaci in frigorifero: non esiste una regola valida per tutti

Molti medicinali da conservare al freddo richiedono una temperatura compresa tra 2 e 8 °C, ma questa indicazione non vale automaticamente per ogni prodotto. Alcuni farmaci possono essere tenuti a temperatura ambiente per un periodo specifico, per esempio dopo l'apertura; altri hanno condizioni di conservazione diverse. Anche prodotti con lo stesso principio attivo possono avere indicazioni differenti in base alla formulazione e al produttore.

Tra i medicinali che possono richiedere la refrigerazione ci sono alcune insuline, alcuni vaccini, farmaci biologici e alcuni colliri. Per sapere come conservare un determinato prodotto, è necessario verificare la confezione e la sezione «Come conservare» del foglio illustrativo.

Il calore e il congelamento possono compromettere la stabilità o l'efficacia del medicinale senza che il cambiamento sia visibile: colore, odore e aspetto non bastano per stabilire se sia ancora utilizzabile.

Un blackout breve non rende automaticamente inutilizzabile un farmaco. Per alcuni medicinali, come certe insuline non ancora aperte, il produttore indica un periodo definito a temperatura ambiente. Questo dato varia da prodotto a prodotto e va verificato sul foglio illustrativo o chiesto al farmacista.

Borsa termica: una soluzione da preparare in anticipo

Per chi utilizza farmaci da conservare in frigorifero, in particolare terapie che non possono essere interrotte, è utile predisporre in anticipo una borsa termica per le emergenze. Conviene tenerla a portata di mano insieme a un termometro e ad alcuni panetti refrigeranti già congelati.

  • Usare una barriera. I panetti refrigeranti non devono toccare direttamente i medicinali: vanno avvolti in un panno o separati con un cartoncino, per evitare il congelamento.
  • Evitare panetti appena usciti dal congelatore. Prima dell'uso è preferibile lasciarli qualche minuto a temperatura ambiente.
  • Inserire un termometro accanto ai medicinali, senza aprire la borsa più del necessario, e annotare i valori.
  • Lasciare i farmaci nella confezione originale.
  • Considerare la soluzione come temporanea. Una borsa termica rallenta la variazione di temperatura per un tempo limitato e non garantisce di per sé l'intervallo di conservazione previsto: appena possibile, i farmaci vanno spostati in un frigorifero funzionante.

Per le terapie salvavita, come l'insulina, è consigliabile chiedere al farmacista o al medico quale sistema di conservazione sia più adatto e per quanto tempo, in base al medicinale utilizzato.

Blackout: cosa fare subito

  • Tenere chiusa la porta del frigorifero. Aprirla spesso fa salire la temperatura più rapidamente.
  • Annotare gli orari e le temperature. Se è disponibile un termometro con memoria delle temperature minime e massime o un registratore, è utile conservare i dati. Va segnata anche la durata dell'interruzione.
  • Lasciare i farmaci nella confezione originale. Aiuta a proteggerli dalla luce e permette di riconoscere prodotto, dosaggio e scadenza.
  • Se il blackout si prolunga, si può valutare l'uso di un frigorifero funzionante o, come soluzione temporanea, di un contenitore termico con un termometro. Se si usano ghiaccioli, vanno separati dai medicinali con un panno o una barriera: il contatto diretto può congelarli.
  • Evitare di mettere i medicinali nel congelatore o di usare ghiaccio secco. Anche spostarli ripetutamente da un contenitore all'altro può rendere più difficile controllare l'esposizione alle temperature.

Se non è possibile misurare la temperatura, è bene annotare almeno la durata del blackout e riferire al farmacista le informazioni disponibili.

Caldo e farmaci a temperatura ambiente

Durante un blackout nei mesi caldi, anche i medicinali che non vanno in frigorifero possono essere esposti a temperature superiori a quelle indicate in etichetta. Questo vale, per esempio, per supposte e ovuli, che possono ammorbidirsi o sciogliersi, e per alcuni farmaci d'emergenza o sensibili al calore, come le penne di adrenalina o la nitroglicerina.

I medicinali vanno tenuti nel punto più fresco e ombreggiato della casa, lontano da finestre e fonti di calore. È importante controllare sul foglio illustrativo la temperatura massima di conservazione e, se è stata superata, chiedere consiglio al farmacista prima di usare il prodotto.

Quando torna la corrente, si possono usare i medicinali?

Il fatto che il frigorifero sia tornato alla temperatura corretta non dimostra che i farmaci siano rimasti sempre nelle condizioni previste. La temperatura rilevata al momento del ripristino, da sola, non ricostruisce l'andamento delle ore precedenti.

I medicinali interessati vanno tenuti separati dagli altri e conservati alla temperatura indicata sul foglio illustrativo, senza congelarli. Prima di usarli, è necessario contattare il farmacista, il medico o il servizio informazioni del produttore, comunicando:

  • il nome del farmaco e il dosaggio;
  • se la confezione è aperta;
  • la durata del blackout;
  • le temperature rilevate, se disponibili.

La valutazione dipende dal singolo prodotto: non c'è un numero di ore oltre il quale tutti i medicinali diventano automaticamente inutilizzabili, né un tempo entro cui siano sempre sicuri.

Confezioni bagnate: distinguere l'acqua pulita da quella di alluvione

Per confezione primaria si intende quella che contiene direttamente il medicinale, come il blister o il flacone. La scatola di cartone esterna è invece la confezione secondaria. Capire quale delle due è stata bagnata aiuta a descrivere il problema al farmacista, ma non sempre basta per decidere se il medicinale sia utilizzabile.

Se si è bagnata solo la scatola esterna con acqua pulita

Se la confezione primaria è rimasta asciutta, integra e ben chiusa, il medicinale potrebbe non essere stato compromesso. L'esterno va asciugato delicatamente con un panno pulito, senza usare phon, stufe, detergenti o disinfettanti.

Alcuni blister e flaconi non sono perfettamente ermetici e certi medicinali, come le compresse effervescenti, sono molto sensibili all'umidità. In presenza del minimo dubbio sulla tenuta della confezione primaria, il prodotto non va usato ed è opportuno chiedere consiglio al farmacista.

Conviene conservare le informazioni leggibili su nome, dosaggio, lotto e scadenza; se l'etichetta è rovinata o ci sono dubbi sull'identificazione, occorre rivolgersi al farmacista. Compresse e capsule non vanno trasferite in un altro contenitore.

Se l'acqua ha raggiunto il medicinale o la confezione primaria

Compresse, capsule, polveri o altri medicinali che si sono bagnati non vanno usati. Non va utilizzata nemmeno una confezione con il sigillo rotto, il blister forato o il flacone che perde. Non si deve tentare di recuperare il prodotto asciugandolo o disinfettandolo: queste operazioni non permettono di verificarne la sicurezza.

Se si tratta di acqua di alluvione

L'acqua di alluvione può contenere microrganismi, sostanze chimiche e detriti.

  • Se ha raggiunto il medicinale o la confezione primaria, la confezione non va usata, anche se il prodotto sembra integro.
  • Se è stata bagnata soltanto la scatola esterna e il blister o il flacone sono rimasti sigillati e protetti, la decisione non va presa autonomamente. La confezione va isolata in un sacchetto, non va usata e deve essere sottoposta a una valutazione del farmacista, avvisandolo del contatto con l'acqua.

La confezione non va lavata con disinfettanti per tentare di recuperarla.

Se la terapia non può aspettare

Se il farmaco dubbio è necessario per una terapia urgente, non bisogna decidere autonomamente né di interromperla né di usare una confezione potenzialmente compromessa. È necessario contattare subito il medico, il farmacista o il servizio di continuità assistenziale (116117, numero europeo per le cure non urgenti, dove attivo) per sapere come procedere e come ottenere una sostituzione.

La dose non va modificata e quella successiva non va raddoppiata per compensarne una saltata. In caso di emergenza clinica, occorre chiamare il 112.

Come smaltire i medicinali non utilizzabili

Per lo smaltimento è opportuno chiedere indicazioni alla farmacia o al Comune, soprattutto se le confezioni sono state contaminate dall'acqua di alluvione. I medicinali liquidi non vanno versati nel lavandino o nel WC.

Domande frequenti

Per quante ore un farmaco può restare fuori dal frigorifero?

Non c'è una durata uguale per tutti. La tolleranza dipende dal prodotto, dalla temperatura raggiunta e dalle istruzioni del produttore. Per un farmaco specifico, è necessario chiedere al farmacista o al medico prima di usarlo.

Se il farmaco è ancora freddo al tatto, significa che è sicuro?

No. Il tatto non permette di conoscere la temperatura raggiunta nelle ore precedenti né di stabilire se il medicinale abbia mantenuto la propria efficacia.

Se è bagnata soltanto la scatola, il medicinale va buttato?

Non necessariamente, se l'acqua era pulita e la confezione primaria è rimasta asciutta, integra e ben chiusa. Va controllato che il prodotto sia identificabile e, in caso di dubbi, va consultato il farmacista. Se la scatola è stata raggiunta dall'acqua di alluvione, il medicinale non va usato: va isolato, va segnalato il contatto con l'acqua e va richiesta una valutazione.

Un blackout breve rende inutilizzabili i farmaci in frigorifero?

Non necessariamente. Se il frigorifero è rimasto chiuso, un'interruzione breve può non essere critica, ma la risposta dipende dal singolo prodotto. Occorre consultare il foglio illustrativo e, in caso di dubbi, rivolgersi al farmacista.

Queste indicazioni sono generali e non sostituiscono il foglio illustrativo né il parere di un professionista sanitario. Per valutare un medicinale esposto a caldo, freddo o acqua, è necessario fare riferimento alle indicazioni specifiche del prodotto e chiedere consiglio al farmacista o al medico.

I contenuti presenti hanno finalità esclusivamente redazionale, senza che costituiscano, o possano costituire, in alcun modo un parere medico o comunque professionale. Gli stessi non possono, quindi, essere intesi quali sostitutivi di un rapporto diretto con il medico o con il farmacista. Non interrompere o modificare mai terapie senza il parere dei tuoi professionisti di fiducia. In caso di emergenza chiama il 112/118. Gli autori e i soggetti che gestiscono o che risultano titolari della pagina BenuFarma non possono essere ritenuti in alcun modo responsabili, nei limiti consentiti dalla legge applicabile, per eventuali danni o conseguenze riconducibili a condotte derivanti dalla lettura di tali contenuti.

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Dott.ssa Claudia Brattini

(793 articoli)
Farmacista specializzata in chimica degli alimenti e laureata in Scienze della Nutrizione con indirizzo nutraceutico, ha affiancato all'attività professionale la divulgazione scientifica nell'ambito della salute. È giornalista e ha completato un master in comunicazione della salute & digital marketing sanitario, giornalismo e data journalism.
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