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5 Minuti
| 02/04/2026 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Salute e Benessere

Calze a compressione graduata: a cosa servono e come sceglierle

Calze a compressione graduata: a cosa servono e come sceglierle
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Gambe pesanti, gonfie o a rischio trombosi? Scopri a cosa servono le calze a compressione graduata, come funzionano e come scegliere il modello giusto per il tuo benessere.

Gambe pesanti a fine giornata, caviglie gonfie dopo un lungo viaggio in aereo o la necessità di un supporto dopo un intervento chirurgico. Sono situazioni molto comuni in cui si potrebbe aver sentito parlare delle calze a compressione graduata. Ma cosa sono esattamente e a cosa servono? Lungi dall'essere semplici calze "rinforzate", **sono un vero e proprio dispositivo medico studiato per la salute delle gambe.**Le calze a compressione graduata sono dispositivi medici che facilitano il ritorno del sangue al cuore attraverso una pressione esterna "graduata": massima alla caviglia e progressivamente più debole verso la coscia. Questo meccanismo stringe le vene per accelerare il flusso sanguigno, supporta la pompa muscolare del polpaccio e contrasta il ristagno di liquidi, riducendo così il gonfiore delle gambe.

Come funzionano le calze a compressione graduata?

Immaginiamo le calze a compressione graduata come un "massaggio" costante per le gambe. La pressione che esercitano non è uniforme, ma è massima alla caviglia e diminuisce gradualmente risalendo verso il ginocchio e la coscia.

Questo meccanismo ingegnoso aiuta a:

  • Sostenere le pareti delle vene, comprimendo delicatamente i vasi sanguigni, ne riducono il diametro e aiutano le valvole venose a lavorare meglio.
  • Spingere il sangue verso l'alto: facilitano il ritorno venoso, cioè il flusso di sangue dalle gambe verso il cuore, contrastando l'effetto della gravità.
  • Ridurre il ristagno di liquidi: aiutano il sistema linfatico a drenare i liquidi in eccesso, riducendo gonfiori (edemi) e la sensazione di pesantezza.

In pratica, agiscono come una "pompa esterna" che supporta la circolazione, specialmente quando siamo fermi per molto tempo.

A cosa servono? i benefici principali

Le calze elastiche compressive non sono tutte uguali e il loro utilizzo è raccomandato in diverse situazioni, sia per prevenzione che per terapia.

1.Prevenzione e trattamento dell'insufficienza venosa È uno degli usi più comuni. Sono un alleato fondamentale per chi soffre di:

Vene varicose e capillari (teleangectasie): riducono la dilatazione delle vene e alleviano i sintomi.

Gambe pesanti e gonfie: offrono un sollievo immediato a chi passa molte ore in piedi (es. commessi, parrucchieri) o seduto (es. impiegati, autisti).

Edema e gonfiore durante la gravidanza: aiutano a gestire i cambiamenti circolatori tipici di questo periodo.

Prevenzione della trombosi venosa profonda (tvp) La tvp è la formazione di un coagulo di sangue (trombo) in una vena profonda, solitamente della gamba. Le calze a compressione sono cruciali per ridurre questo rischio in condizioni di immobilità prolungata, come:

Lunghi viaggi (la "trombosi del viaggiatore"): durante voli aerei, viaggi in treno o in auto di oltre 4-5 ore, il movimento limitato rallenta la circolazione. Le calze mantengono attivo il ritorno venoso.

Dopo un intervento chirurgico: il periodo di allettamento post-operatorio è un momento critico. L'uso di calze elastiche, spesso prescritto direttamente in ospedale, è una misura di prevenzione standard.

Pazienti allettati: per chiunque sia costretto a letto per lunghi periodi. Dopo un episodio di trombosi venosa, l'uso delle calze elastiche è spesso prolungato per mesi (da 3 a 24) per prevenire la sindrome post-trombotica, una complicanza che può causare dolore e gonfiore cronici.

Gestione del linfedema: in caso di accumulo di linfa nei tessuti, le calze compressive sono una parte essenziale della terapia per controllare il gonfiore e migliorare la qualità della vita.

Come scegliere la calza giusta: classe, misura e modello

La scelta della calza non può essere casuale. Il consiglio del medico o del farmacista è fondamentale, perché una calza sbagliata può essere inefficace o addirittura dannosa. Ecco cosa considerare.

1. La classe di compressione

La pressione si misura in millimetri di mercurio (mmhg) e le calze si dividono in classi:

Preventive (meno di 18 mmhg): indicate per chi non ha patologie ma soffre di gambe pesanti o affronta lunghi viaggi. Solitamente non richiedono prescrizione. Classe 1 (ccl1, 18-21 mmhg): per insufficienza venosa lieve, varici iniziali e prevenzione in gravidanza. Classe 2 (ccl2, 23-32 mmhg): per insufficienza venosa più marcata, dopo interventi chirurgici alle vene, e post-trombosi. È la classe terapeutica più comune. Classi superiori (ccl3 e ccl4): per patologie gravi come linfedema o ulcere venose. Richiedono sempre una prescrizione specialistica.

2. La misura corretta

La misura delle calze compressive si basa su precise circonferenze della gamba (caviglia, polpaccio, coscia) e sulla lunghezza. Le misurazioni devono essere prese con precisione, preferibilmente al mattino, quando le gambe sono meno gonfie.

3. Il modello

Esistono diversi modelli a seconda della necessità:

Gambaletto (sotto il ginocchio): il più comune per la prevenzione e per problemi limitati al polpaccio. Calza alla coscia (autoreggente): quando il problema si estende sopra il ginocchio. Collant: per una compressione completa su tutta la gamba.

Come indossare le calze a compressione graduata

Indossare le calze al mattino su gambe asciutte, dopo aver rovesciato il tessuto fino al tallone.Inserire il piede e posizionare con precisione il tallone nella sua sede corretta. Iniziare a srotolare la calza in modo uniforme sulla caviglia e poi lungo il polpaccio. Accompagnare il tessuto verso l'alto senza mai strattonarlo o tirarlo con forza. Una volta indossata, distendere con le mani ogni piega per garantire una compressione omogenea. L'uso di guanti in gomma può facilitare la presa sul tessuto e semplificare l'operazione. Non ripiegare mai il bordo superiore per evitare un pericoloso effetto laccio sulla circolazione.

Quando non usarle: le controindicazioni

Le calze a compressione non sono per tutti. Sono infatti assolutamente controindicate in presenza di una grave arteriopatia periferica, una malattia delle arterie che riduce l'afflusso di sangue alle gambe. Il loro uso è sconsigliato anche in caso di dermatiti acute o infezioni cutanee nella zona di applicazione. Infine, rappresentano un rischio per chi soffre di grave neuropatia diabetica, poiché la ridotta sensibilità potrebbe mascherare eventuali danni o lesioni causati da una compressione eccessiva. L'utilizzo per qualsiasi esigenza terapeutica o in presenza di patologie, va sempre discusso col proprio medico.

Domande frequenti (faq) in farmacia sull'uso corretto delle calze a compressione graduata

In che modo esattamente le calze prevengono la trombosi venosa (tvp)? Le calze sono presidi medici che applicano una compressione graduata esterna. Questa azione restringe le vene, aumentando la velocità del flusso sanguigno. In questo modo si riducono sia la stasi venosa (ristagno di sangue) sia il rischio che si formino trombi. L'efficacia dipende anche dalla corretta aderenza del paziente alla terapia.

È necessaria la prescrizione del medico? Sì. La calza elastica terapeutica è un presidio medico-chirurgico e non deve mai essere utilizzata senza una specifica indicazione medica, che ne definisce classe di compressione, modello e durata d'uso.

È importante muoversi quando si indossano? Assolutamente. La compressione degli arti inferiori deve essere associata alla mobilizzazione. Camminare e muovere le gambe massimizza l'efficacia della calza, supportando l'azione di "pompa" muscolare che spinge il sangue verso l'alto.

Le calze vanno indossate su gambe già gonfie? No. Per svolgere la loro azione terapeutica di favorire il ritorno venoso, le calze vanno indossate preferibilmente al mattino, prima che le gambe inizino a gonfiarsi.

Per quanto tempo sono efficaci prima di doverle cambiare? La durata media è di circa 6-8 mesi. L'uso quotidiano e i continui lavaggi fanno perdere progressivamente la corretta capacità di compressione, rendendo necessaria la loro sostituzione per garantire l'efficacia terapeutica.

Ci sono altri accorgimenti importanti? Sì, per evitare di danneggiare il tessuto elastico è fondamentale tenere le unghie dei piedi corte e ben limate.

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Dott.ssa Claudia Brattini

(657 articoli)
All'esperienza di Farmacista ha affiancato quella della divulgazione scientifica nell'ambito della salute, approfondendo tematiche legate alla specializzazione in nutrizione e chimica degli alimenti. E' Giornalista e ha svolto un master di Comunicazione della Salute & Digital Marketing Sanitario, Giornalismo e Data Journalism.
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