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5 Minuti
| 22/05/2026 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Salute e Benessere

Cosa fare quando l'occhio è secco?

Cosa fare quando l'occhio è secco?
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Bruciore, arrossamento, prurito, fastidio alla luce e sensazione di sabbia negli occhi sono disturbi sempre più frequenti, soprattutto con l’aumento delle temperature e l’esposizione prolungata a schermi digitali. Caldo, aria condizionata, allergie stagionali, inquinamento urbano e uso intensivo di PC, tablet e smartphone possono alterare l’equilibrio del film lacrimale, favorendo irritazione e secchezza oculare. In molti casi si tratta di una condizione transitoria legata a fattori ambientali; in altri può essere l’espressione di una vera e propria malattia dell’occhio secco. Comprendere le cause e riconoscere precocemente i sintomi è fondamentale per proteggere la superficie oculare e prevenire complicanze. Un approccio mirato consente di intervenire efficacemente sia sul piano preventivo sia su quello terapeutico.

1. Fisiopatologia e meccanismi della secchezza oculare

L’integrità della superficie oculare dipende dalla stabilità del film lacrimale, una complessa struttura trilaminare (lipidica, acquosa e mucinica). La malattia dell'occhio secco si manifesta quando si verifica uno squilibrio in queste componenti.

Si distinguono generalmente due forme principali:

  • Ipocreativa: caratterizzata da una scarsa produzione di lacrime da parte delle ghiandole lacrimali.
  • Evaporativa: causata da un’eccessiva evaporazione del fluido, spesso legata a una disfunzione delle ghiandole di Meibomio (responsabili della componente lipidica che impedisce l'evaporazione).

2. Fattori di rischio: età, genere e comorbilità

L’insorgenza della DED è influenzata da molteplici variabili sistemiche. L'età avanzata costituisce il principale fattore di rischio, a causa della naturale involuzione delle ghiandole secretorie e dell’alterazione delle attività neurotrofiche.

Il genere femminile risulta statisticamente più colpito, principalmente a causa dei cambiamenti ormonali (estrogeni e androgeni) che influenzano direttamente la produzione lacrimale. Inoltre, patologie autoimmuni sistemiche, quali la sindrome di Sjögren o il lupus eritematoso sistemico, presentano spesso la secchezza oculare come una delle manifestazioni cliniche principali (comorbilità).

3. L’impatto dei videoterminali e della luce blu

La modernità ha introdotto nuovi agenti eziologici, tra cui l'esposizione prolungata ai videoterminali. Studi clinici hanno confermato che durante l'uso di PC e smartphone la frequenza dell'ammiccamento (il battito delle palpebre) si riduce drasticamente, impedendo una distribuzione uniforme del film lacrimale.

La luce blu emessa dai dispositivi digitali, inoltre, può contribuire allo stress ossidativo delle cellule della superficie oculare, accelerando l'insorgenza di sintomi irritativi e affaticamento visivo (astenopia).

4. Manifestazioni cliniche e sintomi prevalenti

Il quadro sintomatologico è variabile e può includere:

  • Bruciore persistente e arrossamento congiuntivale.
  • Prurito e sensazione di corpo estraneo (spesso descritta come "sabbia negli occhi").
  • Fotofobia: un’eccessiva sensibilità alla luce naturale o artificiale.
  • Lacrimazione paradossa: una reazione riflessa dell'occhio che, nel tentativo di compensare la secchezza, produce lacrime di scarsa qualità e prive della componente lipidica protettiva.

5. Secchezza notturna e alterazione del sonno

Le proprietà del film lacrimale seguono ritmi circadiani. Durante il sonno, la produzione acquosa diminuisce fisiologicamente. Tuttavia, in soggetti con lagoftalmo notturno (chiusura incompleta delle palpebre), la superficie oculare rimane esposta all'aria, causando una severa disidratazione corneale al risveglio.

È stato inoltre osservato che la privazione del sonno o i ritmi di lavoro irregolari possono alterare la stabilità lacrimale, creando un legame diretto tra qualità del riposo e salute oculare.

6. Focus stagionale: criticità tra fine maggio e il periodo estivo

Con l’approssimarsi della stagione estiva, i fattori ambientali avversi si moltiplicano, rendendo necessaria una protezione specifica.

  • Radiazioni UV: I raggi ultravioletti non protetti possono causare micro-traumi epiteliali alla cornea.
  • Agenti Chimici e Salini: Il cloro delle piscine e la salsedine marina agiscono come agenti irritanti che destabilizzano lo strato lipidico.
  • Climatizzazione: L'aria condizionata negli uffici e nelle abitazioni riduce l'umidità ambientale, accelerando l'evaporazione delle lacrime.
  • Vento e Sabbia: Tipici delle località balneari, possono causare erosioni puntiformi della superficie oculare.

7. Trattamenti farmaceutici: colliri e sostituti lacrimali

L'approccio terapeutico standard prevede l'integrazione del volume lacrimale tramite l'uso di sostituti lacrimali o colliri lubrificanti. Questi dispositivi medici o farmaci di automedicazione sono formulati per stabilizzare l'omeostasi oculare.

Componenti chiave dei sostituti lacrimali:

    Nelle formulazioni di ultima generazione, l'ialuronato di sodio allo 0,15% agisce lubrificando in profondità e stabilizzando il film lacrimale, mentre il Dexpantenolo al 2% (Provitamina B5) favorisce la rigenerazione dell'epitelio corneale, offrendo un'azione sinergica idratante, lenitiva e riparatrice.

  • Polietilenglicole (PEG): Agente lubrificante che migliora la permanenza del collirio sulla superficie oculare.

In presenza di arrossamento e prurito, l'utilizzo di soluzioni isotoniche o ipotoniche può dare sollievo immediato. Si raccomanda, per utilizzi frequenti, l'uso di formulazioni prive di conservanti (monodose o flaconi con filtri specifici) per evitare danni iatrogeni all'epitelio corneale.

8. Protocolli di prevenzione e igiene oculare

Per mitigare il rischio di complicanze legate alla malattia dell'occhio secco, è opportuno osservare le seguenti indicazioni:

  1. Protezione Meccanica: Utilizzare occhiali da sole con filtri UV a norma di legge e cappelli con visiera durante l'esposizione solare.
  2. Igiene delle Mani: Evitare il contatto diretto tra mani e mucosa oculare per prevenire infezioni secondarie.
  3. Supporto Nutrizionale: Incrementare l'apporto di acidi grassi Omega-3, vitamine e sali minerali per supportare la qualità del film lacrimale.
  4. Umidificazione Ambientale: Regolare l'uso dei condizionatori e utilizzare umidificatori d'aria ove necessario.
  5. Gestione delle Lenti a Contatto: Rispettare rigorosamente i tempi di porto e utilizzare sostituti lacrimali specifici per la reidratazione delle lenti durante la giornata.

Nota informativa: Il presente articolo ha scopo puramente divulgativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico specialista. In presenza di sintomi persistenti, dolore oculare o riduzione della capacità visiva, è indispensabile consultare tempestivamente un oculista.

9. Domande frequenti sulla malattia dell’occhio secco

L’occhio secco può diventare cronico?

Sì. La malattia dell’occhio secco è spesso una condizione cronica e recidivante. Può essere controllata efficacemente con trattamenti adeguati e misure preventive, ma tende a ripresentarsi se non viene gestita correttamente.

Qual è la differenza tra occhio secco e congiuntivite?

L’occhio secco è legato a un’alterazione del film lacrimale, mentre la congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva di origine infettiva o allergica. In alcuni casi, la secchezza oculare può predisporre allo sviluppo di congiuntiviti ricorrenti.

I colliri con acido ialuronico possono essere utilizzati quotidianamente?

Sì. I colliri a base di acido ialuronico, soprattutto se privi di conservanti, possono essere utilizzati anche più volte al giorno. La frequenza di applicazione dipende dalla gravità dei sintomi e dalle indicazioni del medico o del farmacista.

L’aria condizionata può peggiorare la secchezza oculare?

Sì. L’aria condizionata riduce l’umidità ambientale e favorisce l’evaporazione del film lacrimale, aggravando i sintomi soprattutto nei mesi estivi.

L’utilizzo prolungato di smartphone può causare occhio secco?

L’uso prolungato di dispositivi digitali riduce la frequenza dell’ammiccamento e altera la distribuzione delle lacrime sulla superficie oculare, aumentando il rischio di secchezza e affaticamento visivo.

Quando è necessario rivolgersi a un oculista?

È opportuno consultare uno specialista in presenza di dolore persistente, riduzione della vista, fotofobia marcata o mancata risposta ai trattamenti lubrificanti da banco.

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Dott.ssa Claudia Brattini

(739 articoli)
Farmacista specializzata in chimica degli alimenti e laureata in Scienze della Nutrizione con indirizzo nutraceutico, ha affiancato all'attività professionale la divulgazione scientifica nell'ambito della salute. È giornalista e ha completato un master in comunicazione della salute & digital marketing sanitario, giornalismo e data journalism.
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