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7 Minuti
| 19/05/2026 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Salute e Benessere

Ebola: che cos’è, come si trasmette e perché l’OMS ha dichiarato l’emergenza

Ebola: che cos’è, come si trasmette e perché l’OMS ha dichiarato l’emergenza
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Epidemia di Ebola da virus Bundibugyo, cosa c'è da sapere

Il 16 maggio 2026, l'OMS ha stabilito che la malattia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda costituisce un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Ogni volta che compaiono notizie su nuovi casi di Ebola, soprattutto in alcuni Paesi africani, tornano paura e dubbi su questo virus. Capire che cos’è l’Ebola, come si trasmette davvero, perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato lo stato di emergenza internazionale e quali sono oggi i rischi reali è fondamentale per distinguere i fatti dall’allarmismo.

Capiamo meglio che cos’è la malattia da virus Ebola, come avviene il contagio, quali sono i sintomi, quali misure di controllo sono previste e perché, in Italia e in Europa, il rischio per la popolazione generale è considerato molto basso dalle principali autorità sanitarie.

Indice

Che cos’è l’Ebola

L’Ebola è una malattia grave e spesso letale causata dal virus Ebola, appartenente alla famiglia Filoviridae. È classificata come febbre emorragica virale e può causare focolai con elevata letalità, in particolare nelle aree con sistemi sanitari fragili.

Esistono più specie di virus Ebola, alcune delle quali responsabili delle epidemie osservate in Africa subsahariana negli ultimi decenni. Il serbatoio naturale del virus è verosimilmente rappresentato da alcune specie di pipistrelli della frutta; il contagio all’uomo avviene in genere in seguito a contatti con animali infetti (trasmissione zoonotica) e poi si può diffondere da persona a persona.

Perché l’OMS ha dichiarato l’emergenza internazionale per Ebola

In passato, in più occasioni, in particolare durante la grande epidemia in Africa occidentale del 2014–2016, l’OMS ha dichiarato l’Ebola un’Emergenza di Sanità Pubblica di Interesse Internazionale (PHEIC). Questa decisione non rifletteva un rischio imminente per l’intera popolazione mondiale, ma la gravità della situazione in alcune aree specifiche. I motivi principali sono stati:

  • Elevata letalità nei Paesi colpiti
  • Diffusione rapida in contesti con sistemi sanitari deboli
  • Impatto sociale, economico e sui servizi essenziali nelle comunità interessate
  • Necessità di coordinare a livello internazionale risorse, aiuti e misure di contenimento (sorveglianza, tracciamento dei contatti, gestione sicura dei casi e dei decessi)

La dichiarazione di emergenza da parte dell’OMS ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione globale, mobilitare rapidamente supporto tecnico e finanziario e rafforzare le misure di controllo nei Paesi colpiti, non di indicare un pericolo immediato per chi vive in regioni lontane, come l’Europa o l’Italia.

Epidemia di Ebola da virus Bundibugyo

L’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo è stata identificata per la prima volta nel 2007 nel distretto di Bundibugyo, in Uganda, ed è stata causata da un nuovo ceppo di virus Ebola (specie Bundibugyo ebolavirus), distinto da quelli responsabili di altre grandi epidemie africane.

Secondo le informazioni riportate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’epidemia ha provocato decine di casi confermati, con una letalità inferiore rispetto ad altri ceppi di Ebola ma comunque significativa, e ha reso necessaria l’attivazione di misure di controllo molto rigorose.

La trasmissione, come per le altre forme di malattia da virus Ebola, è avvenuta tramite contatto diretto con sangue e altri fluidi corporei di persone infette o decedute e, in alcuni casi, attraverso contatti con materiali e superfici contaminati.

Le autorità sanitarie locali, con il supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e di altri partner internazionali, hanno messo in atto sorveglianza attiva, isolamento dei casi, tracciamento dei contatti e procedure sicure per la gestione dei decessi, riuscendo a contenere la diffusione del focolaio.

Questo episodio ha contribuito a migliorare la conoscenza dei diversi ceppi di virus Ebola e a rafforzare le capacità di risposta rapida ai focolai di febbri emorragiche virali nei Paesi dell’Africa orientale.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità (ISS), informazioni su Ebola e febbri emorragiche virali – https://www.iss.it

Ebola: come si trasmette

Una delle informazioni più importanti riguarda Ebola e come si trasmette. A differenza di virus respiratori come il SARS‑CoV‑2 o l’influenza, il virus Ebola non si trasmette per via aerea attraverso le goccioline respiratorie diffuse casualmente a distanza. La trasmissione avviene principalmente per:

Contatto diretto con fluidi corporei infetti

La modalità di trasmissione più rilevante è il contatto diretto (cute non integra o mucose) con fluidi corporei di una persona malata o deceduta a causa di Ebola, tra cui:

  • Sangue
  • Vomito
  • Feci
  • Urine
  • Saliva (in fase avanzata della malattia)
  • Sperma (il virus può persistere per mesi nel liquido seminale dopo la guarigione)
  • Secrezioni vaginali
  • Latte materno

Contatto con superfici e materiali contaminati

Il contagio può avvenire anche attraverso contatto con oggetti, superfici o materiali contaminati da fluidi di persone infette, ad esempio:

  • Biancheria
  • Indumenti
  • Aghi e strumenti medici non sterilizzati
  • Superfici contaminate da sangue o altri fluidi

Contatto con animali infetti

I primi casi umani in un focolaio possono derivare dal contatto con animali infetti (vivi o morti), in particolare:

  • Pipistrelli della frutta
  • Primati non umani (scimmie, scimpanzé)
  • Altri animali selvatici cacciati per alimentazione

Non è una malattia trasmessa per via aerea nella vita quotidiana

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), il virus Ebola non si diffonde attraverso l’aria nella vita quotidiana come fanno l’influenza o il raffreddore. Il rischio di contagio si associa a contatti stretti, non protetti, con persone gravemente malate o con loro fluidi corporei, oppure a procedure mediche invasive svolte senza le adeguate misure di protezione.

Sintomi dell’Ebola

I sintomi di Ebola compaiono dopo un periodo di incubazione che va in genere da 2 a 21 giorni (più spesso tra 8 e 10 giorni) dall’esposizione al virus. All’inizio i sintomi possono essere aspecifici e simili a molte altre infezioni:

  • Febbre improvvisa
  • Debolezza marcata
  • Dolori muscolari
  • Mal di testa
  • Mal di gola

Nelle fasi successive possono comparire:

  • Vomito
  • Diarrea
  • Dolore addominale
  • Rash cutaneo
  • Sanguinamenti interni ed esterni (ad esempio da gengive o tratto gastrointestinale), non sempre presenti in tutti i casi

L’evoluzione può essere molto rapida e, senza adeguato supporto medico, portare a shock, insufficienza multiorgano e morte.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi di Ebola richiede test di laboratorio specifici eseguiti in centri attrezzati, attraverso tecniche come la PCR (reazione a catena della polimerasi) per rilevare il materiale genetico virale nel sangue o in altri campioni.

Il trattamento si basa principalmente su:

  • Reidratazione (per via orale o endovenosa)
  • Supporto delle funzioni vitali (pressione, ossigenazione, funzione renale)
  • Trattamento di eventuali infezioni batteriche sovrapposte

Negli ultimi anni sono stati sviluppati e valutati alcuni trattamenti antivirali e terapie a base di anticorpi monoclonali specifici contro Ebola, che hanno migliorato la prognosi nei contesti in cui sono disponibili, soprattutto se somministrati precocemente.

Esistono inoltre vaccini contro alcuni ceppi di virus Ebola, utilizzati soprattutto per proteggere operatori sanitari e contatti ad alto rischio nei Paesi colpiti da focolai attivi, nell’ambito di strategie di “vaccinazione ad anello”.

Prevenzione e misure di controllo

Le misure di prevenzione contro Ebola si concentrano su tre livelli principali: comunità locali nelle aree colpite, strutture sanitarie e controllo dei contatti.

Prevenzione nella comunità

  • Evitare contatti diretti con sangue e fluidi corporei di persone malate o decedute
  • Non maneggiare animali selvatici (vivi o morti) potenzialmente infetti
  • Seguire rigorosamente le indicazioni delle autorità sanitarie locali durante i focolai

Protezione del personale sanitario

  • Utilizzare dispositivi di protezione individuale adeguati (guanti, camici, maschere, visiere, occhiali protettivi)
  • Gestire in modo sicuro aghi, strumenti e rifiuti sanitari
  • Applicare protocolli rigorosi per l’isolamento dei pazienti sospetti o confermati

Tracciamento dei contatti

  • Identificare e monitorare le persone che hanno avuto contatti stretti con casi confermati
  • Osservare i contatti per il periodo di incubazione (fino a 21 giorni) per rilevare tempestivamente eventuali sintomi

Rischio Ebola in Italia e in Europa

Secondo le valutazioni del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) e dell’OMS, il rischio di diffusione di Ebola in Europa e in Italia è considerato molto basso per la popolazione generale. I motivi principali sono:

  • Nessun serbatoio animale noto presente in Europa
  • Necessità di contatti stretti con fluidi corporei per il contagio
  • Presenza di sistemi sanitari organizzati in grado di identificare, isolare e gestire rapidamente eventuali casi importati
  • Procedure di sorveglianza e controllo ai confini in caso di focolai rilevanti

I rari casi diagnosticati in Paesi europei negli anni passati erano generalmente legati a operatori sanitari rimpatriati o casi importati, gestiti in reparti ad alta specializzazione con strette misure di isolamento.

Fonti e approfondimenti

Per la redazione di questo articolo sono stati consultati, tra gli altri:

  • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – Schede e aggiornamenti sulla malattia da virus Ebola
  • Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) – Valutazioni del rischio e informazioni su Ebola
  • Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Materiali informativi di sanità pubblica e schede su malattie infettive
  • Articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali di malattie infettive e virologia relativi a epidemiologia, trasmissione, trattamento e prevenzione dell’Ebola

Domande frequenti su Ebola e contagio

Come si trasmette l’Ebola?

L’Ebola si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto di cute non integra o mucose con sangue o altri fluidi corporei (vomito, feci, urine, saliva in fase avanzata, sperma, secrezioni vaginali, latte materno) di persone malate o decedute, oppure con materiali e superfici contaminati. Il contagio può avvenire anche dal contatto stretto con animali infetti (pipistrelli della frutta, primati non umani).

L’Ebola si prende per via aerea come l’influenza?

No. Secondo OMS ed ECDC, il virus Ebola non si diffonde per via aerea nella vita quotidiana come fanno l’influenza o il raffreddore. Non si contrae Ebola semplicemente stando nella stessa stanza con una persona infetta, senza contatto con i suoi fluidi corporei. Il rischio riguarda contatti stretti e non protetti con persone gravemente malate o con i loro fluidi.

Qual è il periodo di incubazione dell’Ebola?

Il periodo di incubazione, cioè il tempo che passa tra l’esposizione al virus e la comparsa dei sintomi, va in genere da 2 a 21 giorni, più spesso tra 8 e 10 giorni. Durante il periodo di incubazione una persona non presenta sintomi e non è considerata contagiosa.

Esiste una cura o un vaccino per l’Ebola?

Non esiste ancora una terapia “semplice” come un singolo farmaco risolutivo, ma sono disponibili trattamenti di supporto avanzati e alcune terapie (inclusi anticorpi monoclonali) che hanno dimostrato di ridurre la mortalità se usate precocemente in contesti adeguati. Esistono vaccini efficaci contro alcuni ceppi di virus Ebola, utilizzati soprattutto per proteggere operatori sanitari e contatti ad alto rischio durante i focolai.

Fonti

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS / WHO) https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/ebola-virus-disease

https://www.who.int/health-topics/ebola

Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) https://www.ecdc.europa.eu/en/ebola-virus-disease

Istituto Superiore di Sanità (ISS) Sito istituzionale ISS (sezione malattie infettive, schede e documenti tecnici): https://www.iss.it

Centers for Disease Control and Prevention (CDC) – Ebola (Ebola Virus Disease): https://www.cdc.gov/vhf/ebola/index.html

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Dott.ssa Claudia Brattini

(700 articoli)
Farmacista specializzata in chimica degli alimenti e laureata in Scienze della Nutrizione con indirizzo nutraceutico, ha affiancato all'attività professionale la divulgazione scientifica nell'ambito della salute. È giornalista e ha completato un master in comunicazione della salute & digital marketing sanitario, giornalismo e data journalism.
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