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3 Minuti
| 03/06/2026 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Salute e Benessere

Rabbia nel cane: trasmissione, sintomi e cosa fare in caso di morso

Rabbia nel cane: trasmissione, sintomi e cosa fare in caso di morso
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Rabbia nel cane: prevenzione, modalità di trasmissione e gestione del morso. Focus su viaggiatori e situazione in Italia

La rabbia è una malattia infettiva virale acuta che colpisce il sistema nervoso centrale dei mammiferi, compreso l’uomo. Sebbene in Italia sia attualmente sotto controllo grazie ai programmi di sorveglianza veterinaria e vaccinazione, Un recente caso di rabbia confermato in un cane proveniente dal Marocco ha riacceso i riflettori su questa patologia. Per il caso, è stato attivato un sistema di emergenza sanitaria nel territorio di Vittorio Veneto. La segnalazione, avvenuta in località San Giacomo di Veglia, ha comportato l’intervento del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, che ha avviato le indagini epidemiologiche per ricostruire i contatti a rischio e avviare la profilassi.

Indice dei contenuti

Che cos’è la rabbia

La rabbia è causata da un virus appartenente al genere Lyssavirus. Dopo l’ingresso nell’organismo, il virus si replica localmente nel tessuto muscolare e migra lungo i nervi periferici fino al sistema nervoso centrale.

Una volta comparsi i sintomi neurologici, l’infezione è quasi sempre fatale. Tuttavia, è prevenibile con una tempestiva profilassi post-esposizione.

Come si trasmette nel cane

Il cane contrae la rabbia principalmente attraverso il morso di un animale infetto. Il virus è presente nella saliva dell’animale malato.

La trasmissione all’uomo avviene tramite:

  • Morso che perfora la pelle
  • Contatto della saliva con ferite aperte
  • Contatto con mucose (occhi, bocca)

Non si trasmette tramite il semplice contatto con il pelo o con la pelle integra.

Sintomi nel cane

Nel cane la malattia può manifestarsi in forma furiosa o paralitica.

  • Forma furiosa: aggressività immotivata, agitazione, ipersalivazione, difficoltà a deglutire.
  • Forma paralitica: letargia, debolezza progressiva, paralisi.

L’evoluzione è rapida e conduce al decesso in pochi giorni dalla comparsa dei sintomi.

Cosa succede se si viene morsi da un cane con la rabbia?

Dopo un morso, il virus può penetrare nei tessuti e raggiungere il sistema nervoso. Il periodo di incubazione varia generalmente da 1 a 3 mesi.

I sintomi nell’uomo includono:

  • Febbre e malessere iniziale
  • Dolore o formicolio nella sede del morso
  • Agitazione, spasmi muscolari
  • Difficoltà a deglutire (idrofobia)

Una volta comparsi i sintomi neurologici, la malattia è quasi sempre irreversibile. La prevenzione immediata è fondamentale.

Cosa fare immediatamente

Cosa fare in caso di morso da cane potenzialmente a rischio

  1. Lavare la ferita con acqua e sapone per almeno 15 minuti.
  2. Disinfettare con soluzione a base di iodio o alcol.
  3. Rivolgersi tempestivamente al Pronto Soccorso.
  4. Fornire informazioni sull’animale (vaccinazione, provenienza).
  5. Seguire scrupolosamente le indicazioni sanitarie.

La tempestività dell’intervento è determinante.

Viaggiatori: attenzione ai Paesi a rischio

Secondo l’OMS, la rabbia causa ogni anno circa 59.000 decessi nel mondo, soprattutto in Asia e Africa, dove la vaccinazione canina non è sempre diffusa.

In caso di viaggi prolungati o soggiorni in aree rurali, può essere raccomandata la vaccinazione antirabbica pre-esposizione, su valutazione medica.

Evitare il contatto con animali randagi o sconosciuti rappresenta la principale misura preventiva.

Situazione in Italia

L’Italia è considerata Paese indenne da rabbia urbana grazie alla vaccinazione degli animali domestici e alla sorveglianza veterinaria.

In particolare, l’Italia ha riacquistato lo status di Paese indenne da rabbia nel 2013, grazie a una vasta campagna di profilassi veterinaria e di identificazione della popolazione canina e felina.

Nonostante questo importante risultato, il recente caso di rabbia confermato a Vittorio Veneto nel cane importato dal Marocco dimostra che il rischio di reintroduzione della malattia attraverso animali provenienti da Paesi endemici rimane attuale. Questi eventi sottolineano l’importanza di mantenere alta l’attenzione e di rispettare rigorosamente le norme di vaccinazione e di identificazione degli animali da compagnia.

Il rischio per la popolazione generale è molto basso, ma restano attive misure di controllo sugli animali importati e sui movimenti transfrontalieri.

FAQ – Domande frequenti

La rabbia è presente in Italia?

No, l’Italia è attualmente indenne da rabbia urbana. Il rischio per la popolazione generale è molto basso.

Si può contrarre accarezzando un cane?

No. La trasmissione richiede il contatto della saliva infetta con ferite o mucose.

Quanto dura l’incubazione?

Generalmente da 1 a 3 mesi, ma può variare.

La rabbia è curabile?

Una volta comparsi i sintomi clinici, la malattia è quasi sempre fatale. È però prevenibile con profilassi tempestiva.

È utile vaccinarsi prima di un viaggio?

In caso di soggiorni in Paesi a rischio, la vaccinazione preventiva può essere indicata su valutazione medica.

Le informazioni riportate hanno finalità di educazione sanitaria e non sostituiscono il parere medico.

Per approfondire

https://www.epicentro.iss.it/rabbia/

  • World Health Organization (WHO). Rabies Fact Sheet.
  • R6MF8776.jpg

    Dott.ssa Claudia Brattini

    (716 articoli)
    Farmacista specializzata in chimica degli alimenti e laureata in Scienze della Nutrizione con indirizzo nutraceutico, ha affiancato all'attività professionale la divulgazione scientifica nell'ambito della salute. È giornalista e ha completato un master in comunicazione della salute & digital marketing sanitario, giornalismo e data journalism.
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