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7 Minuti
| 11/06/2026 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Salute e Benessere

Vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB): sintomi, cause e manovre efficaci

Vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB): sintomi, cause e manovre efficaci
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Scopri cos’è la VPPB (cristalli nell’orecchio), come riconoscerla e come si cura: diagnosi, manovra di Epley, esercizi, farmaci e prevenzione delle recidive.

La vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB) è una delle cause più frequenti di vertigini: compare sotto forma di crisi, dura in genere pochi secondi e si scatena con alcuni movimenti della testa (ad esempio quando ci si gira nel letto). E' un disturbo che spesso allarma e crea disagio ma molto spesso è risolvibile. Prevenire e trattare la VPPB è infatti possibile, grazie a una sinergia di diagnosi corretta, manovre liberatorie (come la manovra di Epley), esercizi mirati e buone abitudini.

Che cos’è la VPPB e come si manifesta

La VPPB (Vertigine Parossistica Posizionale Benigna) è un disturbo dell’equilibrio dovuto all’orecchio interno. Si definisce:

  • Parossistica: arriva a crisi improvvise.
  • Posizionale: viene scatenata da cambi di posizione della testa.
  • Benigna: nella maggior parte dei casi non è legata a patologie gravi e risponde bene al trattamento.

Spesso viene descritta come “cristalli nell’orecchio”: un modo semplice per indicare lo spostamento di piccoli otoliti (micro-cristalli) che alterano i segnali vestibolari.

Sintomi tipici: come riconoscere la vertigine posizionale

I sintomi più comuni della VPPB includono:

  • Vertigine intensa e breve (di solito pochi secondi, raramente oltre 1 minuto).
  • Scatenata da movimenti specifici: girarsi nel letto, alzarsi, chinarsi, guardare in alto.
  • Nausea e talvolta vomito.
  • Instabilità residua tra una crisi e l’altra.
  • Nistagmo (movimento involontario degli occhi) osservabile durante i test clinici.
Attenzione: non sono tipici della VPPB sintomi come difficoltà a parlare, debolezza di un lato, visione doppia persistente, svenimento o mal di testa improvviso “mai provato prima”. In questi casi è importante escludere altre cause.

Cause e fattori di rischio: perché vengono i “cristalli nell’orecchio”

La VPPB avviene quando gli otoliti (cristalli di carbonato di calcio) si spostano dalla loro sede naturale (utrìcolo) e finiscono in uno dei canali semicircolari, soprattutto nel canale posteriore. A causa di traumi, interventi chirurgici, infezioni, o per motivi non ancora conosciuti può accadere che gli otoliti si stacchino dalla loro posizione e le cellule ciliate vengano erroneamente stimolate, inviando al cervello una informazione alterata di movimento e dando luogo a brevi e intense vertigini (si parla di vertigine parossistica).

In pratica, lo spostamento degli otoliti non causa alcun sintomo fino a quando si mantiene la stessa posizione ma, quando si cambia posizione, ad esempio ci si china o ci si sdraia, gli otoliti stimolano i sensori che inviano al cervello un improvviso e intenso segnale di rotazione.

Questo può generare due meccanismi principali:

  • Canalolitiasi: gli otoliti si muovono nel canale e, con i movimenti, provocano la crisi.
  • Cupololitiasi: gli otoliti aderiscono a strutture sensoriali, rendendo talvolta i sintomi più persistenti.

Fattori associati più comuni

  • Forma idiopatica: senza una causa precisa identificabile.
  • Traumi (anche lievi) a testa/collo.
  • Età: più frequente in età adulta e anziana.
  • Emicrania: in alcune persone aumenta la predisposizione.
  • Immobilità o convalescenza.

Diagnosi: visita, test Dix-Hallpike e osservazione del nistagmo

Una diagnosi corretta è fondamentale, perché la manovra efficace dipende dal canale coinvolto. In ambito clinico (ambulatorio ORL, neurologia, fisioterapia vestibolare) si possono eseguire test dedicati, come:

  • Test di Dix–Hallpike: spesso usato per la VPPB del canale posteriore/anteriori.
  • Supine Roll Test: utile per la VPPB del canale laterale/orizzontale.
  • Valutazione del nistagmo e della stabilità posturale. Il nistagmo è il movimento oscillatorio involontario, ritmico e coordinato dei bulbi oculari

Come si cura la VPPB: manovre liberatorie efficaci

Il trattamento di prima scelta, nella maggior parte dei casi, è rappresentato dalle manovre liberatorie (o “di riposizionamento”), eseguite da un professionista. L’obiettivo è guidare gli otoliti fuori dal canale semicircolare.

Manovre più utilizzate

  • Manovra di Epley (frequente per canale posteriore).
  • Manovra di Semont (alternativa in casi selezionati).
  • Manovre per canale laterale (es. “barbecue roll”), in base alla diagnosi.

Spesso bastano 1–3 sedute, ma il numero varia in base al canale coinvolto e alla risposta individuale.

Importante: evitare il “fai da te” senza diagnosi del canale. Eseguire la manovra sbagliata può risultare inefficace o aumentare temporaneamente i sintomi.

Esercizi e riabilitazione vestibolare: quando sono utili

In alcuni casi (recidive, instabilità residua, impossibilità temporanea a eseguire manovre in ambulatorio), possono essere indicati esercizi specifici e un percorso di riabilitazione vestibolare.

Esercizi di Brandt-Daroff

Gli esercizi di Brandt-Daroff possono aiutare alcune persone a ridurre i sintomi nel tempo. Vanno eseguiti solo dopo indicazione di un professionista, soprattutto se la diagnosi non è certa o se esistono problemi cervicali.

Quando valutare riabilitazione vestibolare

  • Instabilità persistente anche dopo la risoluzione delle crisi.
  • Paura di muovere la testa (evitamento), con riduzione delle attività quotidiane.
  • Storia di cadute o rischio elevato (anziani).

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Farmaci per vertigini e nausea: quando servono (e quando evitarli)

Nella VPPB i farmaci non riposizionano gli otoliti: per questo la terapia più risolutiva resta la manovra liberatoria. Tuttavia, in presenza di nausea importante, il medico può valutare un supporto farmacologico per brevi periodi.

Quando possono essere utili

  • Nausea/vomito che impediscono di idratarsi o di affrontare le manovre.
  • Fase molto acuta, in attesa della valutazione o del trattamento.

Quando è meglio limitarli

  • Uso prolungato di sedativi vestibolari: può aumentare sonnolenza e rischio di cadute.
  • Se devi guidare o svolgere attività che richiedono vigilanza: chiedi sempre consiglio a medico/farmacista.
Consiglio pratico (Farmacia): prima di assumere farmaci per vertigine o nausea, chiedi una verifica di interazioni (ad es. con ansiolitici, ipnotici, alcol) e valuta eventuali condizioni personali (gravidanza, patologie, terapie in corso). L’indicazione deve essere personalizzata.

Prevenzione e recidive: come ridurre il rischio che torni

La VPPB può recidivare. Non sempre è prevenibile al 100%, ma queste strategie aiutano a ridurre frequenza e impatto:

  • Intervenire presto ai primi sintomi: spesso una manovra corretta accelera la risoluzione.
  • Ridurre il rischio di cadute (alzarsi lentamente, luce notturna, supporti se necessari).
  • Gestire eventuali fattori associati (ad es. emicrania).
  • Valutare con il medico eventuale vitamina D se indicato (in alcune persone è associata a recidive).
  • Se resta instabilità: considerare riabilitazione vestibolare.

Quando preoccuparsi: segnali d’allarme (non tipici della VPPB)

Richiedi valutazione urgente (medico/Pronto Soccorso) se, insieme alla vertigine, compaiono:

  • Debolezza o formicolio di un lato, difficoltà a parlare o comprendere.
  • Visione doppia persistente, perdita di coscienza, confusione.
  • Mal di testa improvviso e molto forte, rigidità nucale, febbre alta.
  • Grave difficoltà a camminare o coordinazione compromessa.
  • Perdita uditiva improvvisa o dolore auricolare intenso.

FAQ: domande frequenti sulla vertigine parossistica benigna

Cos’è la VPPB e perché si parla di “cristalli nell’orecchio”?

È una vertigine a crisi scatenata dai movimenti della testa, dovuta allo spostamento di piccoli cristalli (otoliti) nell’orecchio interno che alterano i segnali di equilibrio.

Quanto dura un attacco di VPPB?

In genere pochi secondi (più raramente fino a circa un minuto). Può restare una sensazione di instabilità per ore o giorni.

Qual è il trattamento più efficace?

Le manovre liberatorie (ad esempio la manovra di Epley) eseguite da un professionista sono spesso risolutive.

Gli esercizi di Brandt-Daroff funzionano?

Possono essere utili in alcuni casi (soprattutto recidive o instabilità residua), ma vanno impostati dopo una diagnosi corretta.

I farmaci curano la VPPB?

In genere no: possono aiutare solo a controllare nausea e malessere nella fase acuta, ma non risolvono la causa.

La VPPB può tornare? Cosa posso fare per ridurre le recidive?

Sì, può recidivare. Aiuta intervenire presto, ridurre il rischio di cadute, gestire eventuali fattori predisponenti (come emicrania) e valutare con il medico eventuali carenze quando indicato.

Quando devo andare subito in Pronto Soccorso?

Se ci sono sintomi neurologici (debolezza, difficoltà a parlare), svenimento, mal di testa improvviso intenso, grave instabilità o perdita uditiva improvvisa.

Avvertenza: questo contenuto è informativo e non sostituisce una valutazione medica. Se le vertigini sono nuove, molto intense o associate a sintomi neurologici, serve un consulto urgente.

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Dott.ssa Claudia Brattini

(731 articoli)
Farmacista specializzata in chimica degli alimenti e laureata in Scienze della Nutrizione con indirizzo nutraceutico, ha affiancato all'attività professionale la divulgazione scientifica nell'ambito della salute. È giornalista e ha completato un master in comunicazione della salute & digital marketing sanitario, giornalismo e data journalism.
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