⚡SCONTI FLASH: scopri gli sconti e riempi il carrello! Solo fino al 23/10

Consegna e offerte per
Categorie
Giochi, accessori e sicurezza
Accessori e sicurezza
Giochi
Vedi tutti
Articoli per Bagnetto e Igiene Neonato
Vaschette bagnetto
Vedi tutti
Alimenti per Intolleranze e Allergie
Alimenti aproteici
Alimenti per celiaci
Vedi tutti
Bilance pesapersone
Adulti
Neonati
Vedi tutti
Programma Fedeltà
Categorie
Giochi, accessori e sicurezza
Accessori e sicurezza
Giochi
Vedi tutti
Articoli per Bagnetto e Igiene Neonato
Vaschette bagnetto
Vedi tutti
Alimenti per Intolleranze e Allergie
Alimenti aproteici
Alimenti per celiaci
Vedi tutti
Bilance pesapersone
Adulti
Neonati
Vedi tutti
Programma Fedeltà
Consegna e offerte per
4 Minuti
| 22/10/2026 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Ultimo aggiornamento: 23/10/2026
Salute e Benessere

Virus Shamonda (SHAV) in Italia e in Europa: cosa sapere, sintomi e rischi

Virus Shamonda (SHAV) in Italia e in Europa: cosa sapere, sintomi e rischi
Condividi articolo

Shamonda virus (SHAV) rilevato in allevamenti del Nord Italia (Trento e Bolzano) e in bovini provenienti dalla Francia. Trasmissione da insetti Culicoides, sintomi negli animali, sicurezza di latte e carne.

l virus Shamonda (SHAV) è finito sotto i riflettori in Europa per due sviluppi paralleli da leggere senza allarmismi: la sua diffusione negli allevamenti di diversi Paesi europei (Italia inclusa) e la conferma, in Francia, del primo caso di infezione umana al mondo. Si tratta di un fatto eccezionale che coinvolge un paziente già gravemente malato e immunocompromesso, sui cui restano in corso indagini veterinarie e mediche per accertare il reale impatto del patogeno.

In sintesi

Che cos’è: SHAV è un orthobunyavirus del sierogruppo Simbu, noto soprattutto in medicina veterinaria. Come si trasmette: principalmente tramite piccoli insetti vettori (Culicoides); la trasmissione diretta tra animali non risulta il meccanismo dominante, mentre può contare la trasmissione madre–feto in gravidanza. Rischio per le persone: al momento la trasmissione all’uomo appare eccezionale e non ci sono evidenze di trasmissione sostenuta tra esseri umani; non ci sono indicazioni di rischi legati al consumo di latte o carne.

Cos’è il virus Shamonda (SHAV): cosa significa “sierogruppo Simbu”

Il virus Shamonda appartiene al gruppo degli orthobunyavirus (bunyavirus) e rientra nel sierogruppo Simbu, una “famiglia allargata” di virus che interessa soprattutto gli animali da allevamento. In questo sierogruppo è noto anche il virus di Schmallenberg, che negli anni scorsi ha fatto parlare di sé per l’impatto zootecnico.

Storicamente SHAV è stato descritto fuori dall’Europa e segnalato in varie aree del mondo in modo discontinuo. Nel 2026 sono arrivate le prime evidenze di una sua comparsa/identificazione in diversi Paesi dell’Europa centro-occidentale: un passaggio che, in sanità animale, attiva attenzione clinica e indagini di laboratorio.

Virus Shamonda negli allevamenti: perché interessa anche l’Italia Fonti veterinarie italiane hanno riportato nel 2026 il riscontro di SHAV in allevamenti bovini del Nord Italia, in particolare in contesti legati alla produzione di latte, e in animali movimentati da altri Paesi europei. In termini pratici, questa informazione serve soprattutto a una cosa: quando in stalla compaiono alcuni quadri clinici, SHAV può entrare nella diagnosi differenziale insieme ad altre infezioni trasmesse da vettori.

Come si trasmette SHAV: il ruolo dei Culicoides (midges)

Il meccanismo chiave è la trasmissione tramite insetti vettori del genere Culicoides, piccoli ditteri ematofagi spesso descritti come “moscerini pungenti”. È un dettaglio importante perché spiega la tipica stagionalità: quando l’attività degli insetti aumenta, aumentano anche le opportunità di circolazione del virus.

In generale, per questo tipo di virus, la trasmissione diretta da animale ad animale non è considerata la via principale, mentre può avere rilievo la trasmissione verticale dalla madre al feto durante la gestazione, con possibili conseguenze riproduttive.

Quali animali colpisce: bovini soprattutto, ma non solo I bovini sono considerati il principale ospite di interesse, ma segnalazioni e indagini europee hanno coinvolto anche ovini, caprini, alpaca e cavalli. Questo non significa che il virus “si comporti” allo stesso modo in tutte le specie: cambia la probabilità di malattia e cambiano i segnali clinici attesi.

Sintomi negli animali: cosa può far sospettare SHAV in allevamento Nei bovini, i quadri riportati più spesso includono:

  • febbre
  • diarrea
  • riduzione della produzione di latte in alcuni contesti, associazione con eventi abortivi Nei piccoli ruminanti (pecore e capre) la sintomatologia viene descritta in genere come più lieve. Nei cavalli, invece, l’attenzione aumenta quando compaiono sintomi neurologici importanti, perché in Europa sono state citate segnalazioni di riscontri virologici in animali deceduti con disturbi neurologici.

Primo caso umano in Francia: cosa sappiamo L’autorità sanitaria europea ha indicato che il paziente in Francia rappresenta la prima infezione umana riconosciuta. È un’informazione rilevante, ma va contestualizzata: il paziente era già gravemente malato e con difese immunitarie compromesse, e sono ancora in corso approfondimenti per capire se l’infezione abbia causato o contribuito al decesso e come sia stata acquisita.

Al momento, ciò che conta per la salute pubblica è che non ci sono indicazioni di trasmissione sostenuta tra esseri umani. In altre parole, l’evento viene trattato come potenzialmente eccezionale, utile a rafforzare sorveglianza e ricerca, ma non come un segnale di rischio immediato per la popolazione generale.

Latte e carne: ci sono rischi per i consumatori?

Le indicazioni veterinarie disponibili in Italia sottolineano che SHAV è un tema soprattutto di sanità animale e di gestione del rischio in allevamento. Per i cittadini, non ci sono evidenze che suggeriscano un rischio legato al consumo di latte o carne. Il punto critico resta la circolazione del virus negli animali e il controllo dei vettori, non la filiera alimentare.

Prevenzione e controllo

Per SHAV non risulta disponibile un vaccino di uso corrente. Per la popolazione generale non sono indicate misure straordinarie contro il virus Shamonda. Poiché la trasmissione è associata soprattutto ai Culicoides, piccoli insetti pungenti, è ragionevole adottare le comuni precauzioni contro le punture quando si trascorre del tempo all’aperto, in particolare nelle aree rurali e nei periodi di maggiore attività degli insetti: indossare abiti che coprano la pelle e usare repellenti seguendo le istruzioni riportate sull’etichetta.

Al momento non ci sono evidenze di una trasmissione sostenuta tra persone, né indicazioni di un rischio legato al consumo di latte o carne. Chi lavora a stretto contatto con gli animali può rivolgersi al medico in caso di sintomi insoliti, segnalando le eventuali punture di insetti e le attività svolte.

Fonti e riferimenti scientifici

ECDC – Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: https://www.ecdc.europa.eu/ Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS) – comunicazioni di sanità animale: https://www.izs.it/ ICTV – classificazione dei virus: https://ictv.global/taxonomy PubMed – studi scientifici sul virus Shamonda: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=Shamonda+virus OMS – Vector-borne diseases: informazioni generali sulle malattie trasmesse da vettori.

R6MF8776

Dott.ssa Claudia Brattini

(786 articoli)
Farmacista specializzata in chimica degli alimenti e laureata in Scienze della Nutrizione con indirizzo nutraceutico, ha affiancato all'attività professionale la divulgazione scientifica nell'ambito della salute. È giornalista e ha completato un master in comunicazione della salute & digital marketing sanitario, giornalismo e data journalism.
Condividi articolo