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3 Minuti
| 16/03/2020 |
Dott.ssa Claudia Brattini
Mamma e bambino

Ipertensione in gravidanza: cosa fare

Ipertensione in gravidanza: cosa fare
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Misurare la pressione significa valutare un aspetto importante della tua salute, la pressione alta. Quando alta, infatti, si associa a numerose patologie soprattutto a carico del sistema cardio vascolare.
L'ipertensione in gravidanza può rivelarsi particolarmente insidiosa perché può compromettere il normale afflusso di sangue alla placenta e associarsi quindi a patologie anche gravi come la pre-eclampsia o gestosi.
La preeclampsia è una grave complicanza della gravidanza caratterizzata da ipertensione arteriosa e presenza di proteine nelle urine, solitamente dopo la 20a settimana. Può manifestarsi con gonfiore improvviso, mal di testa intenso, disturbi visivi e dolore addominale. Richiede un monitoraggio medico stretto, poiché può mettere a rischio la salute della madre e del bambino. Una diagnosi e un trattamento tempestivi sono fondamentali. Tuttavia, anche la pressione bassa in gravidanza può interferire negativamente se pur senza recare gravi danni come l'ipertensione. Se la riscontri occasionalmente, talvolta associata a capogiri, è bene evitare la posizione supina soprattutto nel terzo trimestre perché favorisce i cali pressori.
In gravidanza quindi, è molto importante questo monitoraggio per assicurare il benessere della mamma e del bambino.

IPERTENSIONE IN GRAVIDANZA

Se normalmente durante il primo trimestre la pressione tende a scendere, andando avanti con la gravidanza può verificarsi uno stato di ipertensione. La pressione alta è quando quella sistolica (massima) è superiore a 140 mmHg e la diastolica (minima) superiore a 90 mmHg, ma già livelli di 135/85 mmHg possono suggerire uno stato di allarme.
L’ipertensione in gravidanza può essere ricondotta a tre categorie:

  • ipertensione cronica o preesistente: precede l’insorgenza della gravidanza oppure compare prima dei 5 mesi di gestazione
  • ipertensione gestazionale: un’ipertensione che insorge per la prima volta dopo i 5 mesi di gravidanza
  • preeclampsia: è una complicanza pericolosa della gravidanza, caratterizzata da una pressione del sangue superiore a 140/90 mmHg, accompagnata dalla eliminazione di proteine attraverso le urine (proteinuria) e dalla ritenzione di liquidi (edema), nausea e cefalea.

L’ipertensione gravidica interessa circa il 10% delle donne in gravidanza e se non trattata può determinare conseguenze gravi come ictus e mortalità per la mamma e una riduzione della crescita nel neonato, con conseguente necessità di cure intensive alla nascita. Quando insorge per la prima volta in concomitanza alla gravidanza, dopo il parto tende a risolversi spontaneamente tornando ai livelli normali da sola. Per questo è buona norma che ogni futura mamma riduca i fattori di rischio come il diabete, l’aumento ponderale di peso e intraprenda un corretto stile di vita, inclusa una dieta a ridotto contenuto si sodio.
È opportuno inoltre programmare dei controlli della pressione già prima della gravidanza per poi continuare con cadenza regolare durante i 9 mesi.

COME MISURARE CORRETTAMENTE LA PRESSIONE

La pressione va misurata a riposo, in una sedia comoda e tenendo il braccio in cui si misura la pressione all’altezza del cuore appoggiato sul tavolo. L’ambiente non deve essere troppo freddo e non bisogna parlare durante la misurazione. Se vengono riscontrati valori anomali, la misurazione va ripetuta dopo circa mezz’ora.

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Dott.ssa Claudia Brattini

(701 articoli)
Farmacista specializzata in chimica degli alimenti e laureata in Scienze della Nutrizione con indirizzo nutraceutico, ha affiancato all'attività professionale la divulgazione scientifica nell'ambito della salute. È giornalista e ha completato un master in comunicazione della salute & digital marketing sanitario, giornalismo e data journalism.
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